Cronaca

Antonio Battaglini, nel ricordo dei suoi compagni

Fondatore e primo segretario di Cigl scuola, figura storica della politca leccese, fu consigliere comunale nel Pci. E' venuto a mancare nei giorni scorsi dopo una luga malattia. Oggi la camera ardente

Nella notte fra mercoledì e giovedì scorsi è venuto a mancare, dopo una lunga malattia, all'età di 70 anni, Antonio Battaglini. Lascia la moglie, Paola Re, e i figli Yuri e Valentina. Figura politica storica nel panorama leccese, Battaglini è stato ricordato, oltre che dai suoi parenti e dai suoi amici di una vita, anche dai compagni di partito e da quanti hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzarne lo spirito e le doti umane. Fondatore e primo segretario della Cgil scuola, i Democratici di sinistra di Lecce hanno menzionato la "figura storica della sinistra cittadina", ricordando come fosse "iscritto alla Fgci dall'età di 14 anni". Antonio Battaglini è stato consigliere comunale del Pci, e "fino all'ultimo - dicono i Ds - ha continuato a guardare alla politica con speranza e fiducia partecipando con passione alla nascita del Partito democratico con le primarie del 14 ottobre".

"Compagni e compagne che lo hanno conosciuto e stimato ne ricordano con immenso affetto il tratto gentile e la passione illimitata per la giustizia sociale e per i più deboli che ne ha caratterizzato l'intera vita", ricordano ancora i Ds leccesi. A portare il saluto dei Ds sarà oggi il sottosegretario Alberto Maritati. La camera ardente è stata allestita presso il cimitero di Lecce, le visite inizieranno a partire dalle 15,30.


"Una telefonata, due parole, tre secondi per realizzare che un pezzo della tua vita non esiste più". E' il ricordo di una studentessa di Battaglini, Patrizia Cisternino, che scrive a nome degli studenti del liceo De Giorgi. "Ieri si è spento il nostro professore Antonio Battaglini, uno di quei maestri che sapeva "veramente" amare la sua professione e i suoi studenti e, soprattutto, sapeva farsi amare dalla sua professione e dai suoi studenti. Lo zio Antonio lo chiamavamo, un uomo con una chiarezza d'animo come pochi, un uomo che fuori dalla sua ora di matematica, ci raccontava la sua vita e ci trasmetteva la sua saggezza. E' sempre stato il più strenuo difensore di quella classe di scalmanati che eravamo, ci ha sempre difeso con santa pazienza, tutte le volte che ne combinavamo le nostre goliardate. Con lui è andato via un pezzo della nostra adolescenza e siamo sicuri che avrà trovato una parola buona persino per quella "donna con la falce" che venuta a prenderlo. Sono sicura avrà fatto le sue valutazioni e avrà pensato che si, poteva fidarsi, perchè nulla in fondo è più democratico della morte".

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