Cronaca

Anziani non più soli: i casi limite delle fasce deboli

Prosegue il progetto della questura di Lecce insieme all'assessorato alle Politiche sociali. L'ultimo incontro presso il quartiere "Mazzini". Tanti i casi difficili, dalle vessazioni alla solitudine

Un momento dell'incontro fra assessorato, dirigenti di polizia e anziani.

Nell'ambito del progetto "Anziani non più soli", avviato ad ottobre del 2007 dalla Questura di Lecce insieme all'assessorato alle Politiche sociali del Comune di Lecce, si è svolto in questi giorni il quarto incontro informativo presso il centro sociale per anziani del quartiere Mazzini, in via Di Palma. L'incontro, che, rientra nel quadro della realizzazione degli obiettivi della "Polizia di prossimità", è avvenuto con la partecipazione di Giorgio Oliva, dirigente della sezione volanti della Questura di Lecce, dell'assessore alle Politiche sociali Fulvio Lecciso, del presidente della circoscrizione Mazzini, Pasquale Aralla, e dalla sociologa Stefania Mappa. Numerosa anche in quest'occasione la partecipazione di anziani, che, dopo aver ascoltato i principi ispirativi del progetto, hanno offerto la propria testimonianza sulle istanze più pressanti e ricorrenti delle fasce di cittadini ritenute più "deboli".

E' stata l'occasione per un riepilogo dell'attività svolta, con un accenno ai casi più significativi. Tra questi, quello di un 70enne affetto dal Morbo di Parkinson costretto a vivere da solo ed in una condizione assolutamente disagiata, visitato più volte dai poliziotti di quartiere, quello di una 95enne, visitata da agenti della sezione volanti per formalizzare una denuncia di alcune vessazioni subite dalla precedente badante; o, ancora l'altro di una anziana donna abbandonata da tutti i congiunti, contattati dal personale di polizia. Sono tantissimi i casi di disagio ed isolamento riferibili, segnalati ai servizi sociali.

Anche in quest'ultimo incontro è stato distribuito l'opuscolo informativo, realizzato dalla Questura di Lecce dal titolo "Prevenire per vivere più sicuri", che fornisce alcuni utili consigli sulle azioni da intraprendere al fine di prevenire le forme delittuose più comuni e stimola una partecipazione più attiva del cittadino alla vita sociale, offrendo alla polizia un ulteriore strumento per rendere più efficace la propria attività di prevenzione e repressione dei reati. Entro la fine del mese di aprile si terrà un ulteriore incontro nel nuovo centro sociale del quartiere Santa Rosa.


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