Anziano paziente picchiato fuori dall’ambulatorio, un anno e mezzo al medico

Si chiude con una sentenza di patteggiamento la vicenda avvenuta a Calimera lo scorso aprile e immortalata in un video diventato virale. Vincenzo Refolo sconterà la pena da uomo libero

CALIMERA - Ha patteggiato un anno e mezzo che sconterà in libertà, avendo ottenuto il beneficio della pena sospesa, Vincenzo Refolo, il medico responsabile della brutale aggressione di un paziente 85enne avvenuta lo scorso aprile fuori dal suo studio medico, a Calimera.

La sentenza nei riguardi del 58enne, che già aveva provveduto a un cospicuo risarcimento della vittima (assistita dall’avvocato Renata Minafra), è stata emessa in mattinata dal giudice Edoardo D’Ambrosio, su istanza avanzata dall’avvocato difensore Ladislao Massari.

Si chiude così la vicenda giudiziaria che determinò l’arresto (ai domiciliari) e la sospensione dalla professione del dottore, il quale durante l'interrogatorio di garanzia, spiegò al gip Giulia Proto di aver perso la lucidità a causa del forte stress dovuto sia all’emergenza Covid-19, ma anche ai contrasti avuti durante l’anno con la Asl.

Refolo precisò pure che il diverbio sarebbe partito all’interno dell’ambulatorio ed esploso, dopo circa venti minuti, all’esterno, dopo essere stato colpito con una cartelletta dall’anziano.

Ogni sequenza del pestaggio fu immortalata in un video ripreso da un testimone col cellulare e diventato virale. Lo sdegno fu generale.

Nell’ordinanza di custodia cautelare, il professionista viene descritto come un uomo senza freni inibitori, incline a reazioni di inusitata violenza che denota una pericolosità tale da far prevedere che, se lasciato in libertà, possa commettere altre violenze contro chiunque lo contraddica, evidenziando come abbia infierito contro la vittima anche quando era a terra, assolutamente inerme, e sia stato bloccato dalla segretaria, sua convivente: “Ha dimostrato una incapacità di controllare i suoi istinti violenti attesa la ferocia del tutto immotivata o comunque assai sproporzionata rispetto alle futili ragioni da individuare nelle lamentele, sia pure insistenti, dell’anziano per l’impossibilità di cure a fronte di dolori alle gambe”.

Per questo episodio, Refolo è rimasto ai domiciliari fino al mese scorso, quando poi lo stesso gip ha revocato la misura, ritenendo fossero venute meno le esigenze cautelari.

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