Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Apisem: per Procura oli e benzene in falda acquifera

Il riinvenimento sarebbe fino a 9 metri, sia nella falda superiore, sia in quella profonda solo limitatamente alla proprietà Semeraro. E' quanto emerso dall'incidente probatorio disposto dal gip Saso

Nel sottosuolo sarebbero presenti tracce di oli minerali e benzene fino a nove metri, sia nella falda superiore, sia in quella profonda solo limitatamente alla proprietà Semeraro. E' quanto emerso dall'incidente probatorio disposto dal gip Maurizio Saso sul possibile inquinamento delle falde acquifere dell'ex deposito Apisem. A tale conclusione sono arrivati i consulenti nominati dal pubblico ministero Guglielmo Cataldi Massimo Catalano, Francesco Fracasso e Alessandro Polimero.

L'inquinamento dei pozzi sarebbe allarmante, secondo la perizia, e il benzene cancerogeno. L'iniziativa penale è nata da un ricorso dei signori Fiorentino che sostenevano di respirare odori nauseabondi. In un solo pozzo, sarebbe emersa la presenza del 75 per cento di idrocarburi e del solo 25 per cento di acqua. Altresì s deve sottolineare come l'acqua intaccata è di per sè non destinabile ad usi potabili a monte del sito a causa dell'eccessivo tenore di nitrati, non addebitabile all'attività di Apisem. Nela perizia, sottolineano i legali d Semeraro, gli avvocati Andrea Sambati e Paolo Federico Fedele, si sostiene come non vi è in alcun metodo tecnicamente e scientificamente affidabile che consenta di ipotizzare l'epoca di inizio della contaminazione. Sul registro degli indagati compare il nome del noto imprenditore Giovanni Semeraro con le accuse di avvelenamento di acque e commercio di sostanze alimentari adulterate.


La Procura ipotizza, in un quadro accusatorio ancora tutto da dimostrare, che dall'ex deposito Apisem, a Lecce, in via Taranto, mediante lo sversamento sul terreno di un ingente quantitativo di idrocarburi e oli minerali, sia stato cagionato una sorta di avvelenamento delle acque destinate all'alimentazione e che attraverso la falda acquifera sottostante siano state contaminate le acque destinate all'alimentazione. L'incidente probatorio è stato richiesto per accertare il reale stato di contaminazione di suolo, sottosuolo e delle acque in relazione alla situazione geologica ed idrogeologica dell'area. I coniugi Fiorentino si sono costituiti parte offesa nel procedimento che comunque è ancora nella sua fase preliminare.

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