Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Appalti a Cerano, minaccia per la terza volta il suicidio il 44enne salentino

Ancora un episodio dopo quelli di marzo e di luglio. L’imprenditore lamenta i crediti che vanterebbe dalla società elettrica

La centrale "Federico II"

BRINDISI – A distanza di pochi giorni dall’ultimo episodio, è salito nuovamente sulla torre numero 8 della centrale di Cerano, alle porte di Brindisi, come si apprende da BrindisiReport. L’imprenditore di Monteroni di Lecce, G.P., ha nuovamente minacciato il suicidio nell’impianto industriale “Federico II”. Dopo aver raggiunto il nastro trasportatore, utilizzato per lo spostamento del carbone, ha infatti annunciato davanti agli operai di volerla fare finita.  E' stato fortunatamente trattenuto per tempo da alcuni dipendenti del posto, i quali hanno allertato carabinieri e 118. Il tutto, fortunatamente, si è risolto senza conseguenze.

Il 44enne, personaggio chiave nell’inchiesta che aspira a far luce sul sistema di appalti nella centrale gestita da Enel, era ricorso a un altro gesto identico lo scorso 18 luglio. Un episodio fotocopia di quello dei primi giorni di marzo. I tentati suicidi salgono ora a tre e, a detta dell’imprenditore, sempre per lo stesso motivo: il 44ene, infatti, sostiene di vantare dei crediti da parte della società elettrica, per lavori prestati in passato.

Lo scorso 5 maggio, inoltre, una vasta operazione eseguita dai militari della guardia  di finanza, ha fatto tremare gli uffici di Roma e Brindisi. Nel blitz, mirato appunto a stabilire l’eventuale presenza di illeciti nella gestione degli appalti, sono finiti nei guai anche alcuni dirigenti e tecnici. Lo stesso imprenditore, che oggi ha minacciato il suicidio, è stato iscritto nel registro degli indagati per poter valutare con attenzione la sua posizione.

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