Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Appalti e tangenti all'ombra degli Erzelli, in manette anche un salentino

Giuseppe Luperto, 48 anni di San Donato di Lecce, residente a Como, è uno degli ingegneri arrestati nell'ambito di una vasta operazione dei carabinieri del nucleo investigativo di Genova. Ditte costrette a pagare per lavorare

Genova, carabinieri (@TM News/Infophoto)

GENOVA - Associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata e all'estorsione. Questa l’accusa nei confronti di Enrico Casaretti, 42 anni di Parma, ex direttore tecnico di Aurora Costruzioni, Giuseppe Luperto, 48 anni di San Donato di Lecce, residente a Como, ex responsabile della manutenzione impianti, Carlo Azzariti Fumaroli, 40 anni di Napoli, ex responsabile delle opere di urbanizzazione e Roberto Accinelli, 39 anni, imprenditore genovese ma residente a Varazze. Il tutto, per un presunto giro di tangenti da un milione e 300 mila euro all’ombra del polo tecnologico degli Erzelli, il parco scientifico e tecnologico di Genova. Le ordinanze sono state eseguite dai carabinieri del nucleo investigativo del capoluogo ligure.

I quattro avrebbero creato una sorta di “cartello” per controllare gli appalti per la costruzione del polo. Le ditte, secondo gli inquirenti, per lavorare all'interno dell'area avrebbero dovuto sborsare denaro.

I quattro avrebbero chiesto mazzette anche per la firma dello stato di avanzamento lavori necessari per i pagamenti. E per “agevolare” gli imprenditori compiacenti, avrebbero anche ideato ditte di consulenza che spiegavano loro come far uscire il denaro con cui pagare le tangenti. A capo di tutto vi sarebbe Accinelli, amministratore delegato anche di Ilca, ditta, secondo i carabinieri, riconducibile ai tre ingegneri, che lavorava con trattamenti di favore nell'area sulle alture di Sestri Ponente.

Nell'ambito dell'inchiesta i militari, coordinati dal procuratore capo Michele Di Lecce e dal pm Alberto Lari, hanno anche iscritto nel registro degli indagati altre ventuno persone, tutti imprenditori che per pagare queste tangenti aveva gonfiato fatture, fatto lavori inesistenti o inventato carichi di materiale mai arrivati. Sono accusati di falsa fatturazione.

L'indagine ha preso il via nei primi mesi dello scorso anno quando un imprenditore esasperato raccontò cosa si celava dietro agli appalti. I carabinieri al momento hanno individuato una ventina di persone offese. (Ansa)

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