Cronaca

Appalti pubblici, Surbo chiede danni per un milione di euro

La città sarà parte civile nel processo iniziato oggi nei riguardi di otto persone accusate, a vario titolo, di frode nelle forniture pubbliche, falso, minaccia e tentata estorsione

LECCE - La città di Surbo si costituisce parte civile nel processo sui presunti illeciti legati agli appalti pubblici nell’amministrazione comunale e presenta il conto agli imputati: un milione di euro. Si è aperta così questa mattina la prima udienza davanti alla seconda sezione collegiale del tribunale di Lecce che ha accolto la richiesta dei componenti della commissione straordinaria (Carlo Sessa, Onofrio Vito Padovano e Giovanni Grassi) istituita dopo lo scioglimento del Comune.

"Gravissimo il danno subito"

Nell’istanza, avanzata tramite l’avvocato Marco Pezzuto, si fa riferimento al “gravissimo danno subito dalla città di Surbo, a seguito delle frodi nell’esecuzione di pubbliche forniture e dei falsi contestati, commessi in concorso dal proprio dirigente dell’ufficio tecnico comunale, dall’amministratore, procuratore speciale e dipendenti dell’impresa appaltante dei pubblici lavori di urbanizzazione primaria in zona “Fontanelle” e di riqualificazione urbana in piazza Unità Europea di Surbo”.

Anche minacce e tentate estorsioni

Sono questi i due appalti finiti sotto la lente dei giudici, perché stando alle carte dell’inchiesta, i lavori non sarebbero mai stati effettuati o sarebbero stati realizzati in difformità rispetto al capitolato tecnico, ma ci sono anche episodi di minaccia e tentata estorsione nei riguardi di alcuni dipendenti per “convincerli”, facendo leva su conoscenze nella Sacra Corona Unita, a tollerare il mancato pagamento degli arretrati dello stipendio e del Tfr e inibire qualsiasi iniziativa per il recupero del credito, nel periodo che va da maggio 2012 a maggio 2015.

Chi sono gli otto imputati

Imputati, a vario titolo, per minaccia, tentata estorsione, falsità materiale in atti pubblici, frode nelle forniture pubbliche sono: Antonio Pellegrino, 43 anni, di Squinzano, Giovanni Frassanito, 58 anni, nelle vesti di responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune; Oronzo e Vincenzo Trio, di 38 e 39 anni, rispettivamente amministratore di fatto e procuratore speciale della Trio Costruzioni srl, di Surbo; Alessandro Monaco, 41 anni di Lecce, direttore tecnico della Trio Costruzioni; Giuseppe Conte, 65, di Surbo; Oronzo Fasano, 42, di Surbo; e Franco Mele, 54, di Surbo, titolare dell’impresa sub-appaltatrice. A difenderli ci pensano gli avvocati: Luigi e Roberto Rella, Laura Minosi, Elvia Belmonte, Luigi Covella, Antonio Savoia, Roberta Capodieci.

Richiesta la proroga delle indagini

In aula si ritornerà il 15 giugno. Intanto, è al vaglio del gip (giudice per le indagini preliminari) Edoardo D’Ambrosio la richiesta di proroga delle indagini, avanzata dal pubblico ministero Maria Vallefuoco, su altri presunti illeciti commessi nelle gare d’appalto sempre nell’amministrazione comunale di Surbo.

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