Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

“L’azienda Samir ed il decimo lavoratore in campo”: la denuncia di Uiltucs

Un nominativo, aggiunto "all'ultimo minuto", nell'appalto di facchinaggio per la Camera di commercio scatena la rivolta dei lavoratori che si sono rivolti al sindacato. Proclamato lo stato d'agitazione e sciopero il 27 settembre

La Camera di commercio.

LECCE - Il cambio di testimone nella gestione dell’ appalto per il servizio di pulizia, facchinaggio e portierato presso la Camera di commercio di Lecce sarebbe dovuto essere un’operazione lineare e semplice. Invece, “non tutto sta procedendo secondo le regole della democrazia interna” denuncia la segretaria provinciale del sindacato Uiltucs Uil, Antonella Perrone, che ha raccolto le lamentele di parecchi iscritti.

La gestione del servizio in questione, da anni è stata affidata dalla committente dell’appalto, Romeo Gestioni, alla ditta associata Samir. Quest’ultima, nell’ultimo periodo, ha rinunciato all’incarico per cederlo alla cooperativa Opera P., ma “l’elenco del personale impiegato sul cantiere ad oggi risulta poco chiaro”.

Secondo una prima comunicazione ufficiale di Samir, spiega la nota sindacale, le persone aventi diritto al passaggio diretto nella nuova azienda erano nove. “Poi la rettifica dell’azienda che fa  lievitare il numero dei lavoratori, portandolo a dieci unità”.

Un decimo uomo in campo, quindi. “Comparso all’improvviso, anzi assunto da Samir a tempo indeterminato, in modo del tutto pretestuoso, a puro titolo di cortesia nei confronti di qualcuno”, precisa la sindacalista Uiltucs.

“Il dipendente in questione prestava servizio a tempo determinato e unicamente in funzione di sostituzione in caso di malattie o ferie del personale regolare. – aggiunge - Un “jolly” che l’azienda utilizzava su vari appalti spalmati in tutta la provincia di Lecce: dalle sedi della prefettura, fino alla motorizzazione civile, dalla commissione tributaria agli edifici dell’università”.

“Non è un caso, poi, che il decimo “fortunato” non sia stato inserito nel gruppo addetto alle pulizie, che è impiegato per circa quindici, venti ore settimanali, ma proprio nella mansione di facchinaggio che prevede una retribuzione più alta, in virtù delle trentacinque ore settimanali richieste”, prosegue la nota.

Il risultato di questa aggiunta “arbitraria”, è che i 4 addetti al facchinaggio si trovano di fronte alla richiesta di far posto al collega, riducendo il proprio monte ore settimanale. “Un sacrificio di sei ore ciascuno”, che ha spinto il sindacato a proclamare lo stato d’agitazione, fissando il 27 settembre una prima giornata di sciopero.

“Devo, purtroppo, registrare il comportamento scorretto di alcune aziende che piegandosi a logiche clientelari, di scambi e favori dati e concessi, non solo danneggiano le posizioni e i diritti acquisiti dai lavoratori, ma turbano l’intero sistema degli appalti”, denuncia Antonella Perrone.

Il sindacato chiede anche all’affidatario primario dell’appalto, Romeo Gestioni, di far chiarezza ed esorta tutte le organizzazioni sindacali “a vigilare su questo tipo di ingerenze che rischiano di far saltare le regole della democrazia e del rispetto sul posto di lavoro”.

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