Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Appalto da 2 milioni di euro, tentata estorsione a sindaco e assessori

In manette Cengs De Paola, 37enne, già condannato per associazione mafiosa. L'uomo, dopo aver saputo del prossimo finanziamento per la riqualificazione dell'edilizia scolastica, avrebbe cercato di imporsi per avere i lavori

Foto di repertorio

ACQUARICA DEL CAPO – Questa volta, la clessidra non ha giocato a suo favore. In più occasioni, ha minacciato alcuni amministratori locali, dicendo loro: "Il tempo è scaduto" ma l''espressione gli si è rivorlta contro, diventando il nome operazione che lo ha incastrato, nel corso della giornata di domenica.

Cengs De Paola (il nome,  insolito, è dovuto ad un errore dell'Ufficio anagrafe. Avrebbe dovuto chiamarsi Gengis, ndr) , pastore 37enne, di Acquarica del Capo, affiliato al clan Scarlino - Giannelli della Scu, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Tricase, coordinati dal capitano Andrea Bettini, su disposizione del gip del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò. Risponderà dell'accusa di tentata estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso ai danni del sindaco, Francesco Ferraro, e di due dipendenti del Comune di Acquarica del Capo, nei confronti dei quali ha esercitato costanti pressioni non esitando, in un caso, ad ricorrere persino alle percosse.

I due esponenti politici sono Marco Duca, assessore alla Polizia municipale e di Panataleo, Ramirez, con delega al Bilancio. Il primo, titolare di uno stabilimento balneare a Lido Marini, una frazione di Ugento, sarebbe stato più volte esortato da De Paola, con modi tutt'altro che gentili, a provvedere alla "protezione e vigilanza" della sua attività.

Per risultare più convincente avrebbe persino fatto presente che il chiosco, già colpito da un incendio in passato e ora controllato da videocamere, sarebbe potuto essere nuovamente devastato dalle fiamme, poiché: "Ad appiccare tutto non ci vuole niente". Queste le sue parole.

Ma la pretesa dell'uomo - che annovera già una condanna con sentenza definitiva per associazione mafiosa - è stato coinvolto in vicende analoghe già in passato -non si sarebbe limitata alla sola richiesta inoltrata all'assessore. Il suo intento era quello di ottenere l'affidamento diretto dei lavori per la riqualificazione dei plessi scolastici pubblici, per una somma di circa un milione e 958 mila euro, erogati dal ministero per l'Ambiente.

Anche la sponsorizzazione di una squadra di calcio rientrava nel pacchetto delle "esigenze" di De Paola. Oltre ad osteggiare la gestione economica degli amministratori, l'allevatore ha anche messo a repentaglio il normale svolgimento dell'attività politica, intralciando i lavori della giunta e di altre ditte.

L'atteggiamento dell'uomo sarebbe già cominciato nel mese di ottobre del 2011. Nella notte a cavallo tra il 5 e il 6 novembre, l'auto del sindaco, presidente dell'Ato 3  venne data alle fiamme ella via in cui era parcheggiata. Un episodio che aveva destato non pochi sospetti, portando gli inquirenti ad accendere i riflettori su uno strano giro di ricatti e richieste, che hanno poi portato il titolare dell'indagine, il procuratore aggiunto della Repubblica di Lecce, Antonio De Donno, ad emettere l'ordinanza di custodia cautelare a carico del 37enne.

 

 

 

 

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