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Botti per Capodanno, nel nuovo regolamento sanzione fino a 300 euro

Una norma comunale del 1964 vieta le esplosioni in luoghi non adibiti allo scopo. Ecco perché, spiega l'assessore Guido, non serve un'ordinanza

LECCE – In vista della notte di San Silvestro, torna l’annosa questione dei fuochi d’artificio, che possono essere molto pericolosi per le persone, per gli animali e anche per l’ambiente comportando l’immissione nell’aria di polveri sottili.

In molte città italiane è oramai abitudine la predisposizione di ordinanze ad hoc, ma l’assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, Andrea Guido, ricorda perché a Lecce non è necessario un provvedimento specifico. L’esponente del governo cittadino ha inviato una comunicazione alle forze dell’ordine nella quale si ricorda la vigenza della norma comunale, emessa nel 1964 e di recente rafforzata nel nuovo regolamento di polizia locale, per la quale nessuno può, senza speciale autorizzazione, accendere polveri o liquidi infiammabili, o fuochi artificiali in qualsiasi modo in luoghi sia pubblici sia privati non adibiti allo scopo. La sanzione prevista è di 300 euro. Guido ha anche chiesto che vengano fatti controlli accurati sulle rivendite sparse per la città e sul materiale offerto agli acquirenti.

CAMPAGNA CONTRO I BOTTI-2In pratica i “botti” si possono vendere, sempre se conformi alla legge, ma possono essere utilizzati solo in siti predisposti.  Va da sé che, di fatto, le maglie restano molto larghe e non rimane molto altro che fare affidamento sulla sensibilità dei cittadini. In questa direzione è stata organizzata la campagna di comunicazione “Ogni botto è un’esplosione di paura”, sulla scia dello scorso anno.

“Rivolgo il mio appello - ha concluso Guido - a tutti i cittadini affinché rinuncino ai botti di fine anno e prendano ogni precauzione per proteggere gli animali e l’ambiente. I fuochi d’artificio hanno sempre ricadute dannose per la salute, non solo per gli animali che muoiono per la forte paura, ma anche per l'uomo. Ricadute nel vero senso del termine: tutte le particelle metalliche contenute nel fumo emesso dai fuochi d’artificio e prodotti dalle esplosioni vengono inalate dalle persone sotto forma di microscopiche particelle metalliche in grado di raggiungere gli alveoli polmonari. Parliamo di metalli pesanti, polveri fini (Pm10), diossina, perclorati e altri pericolosi inquinanti che causano seri danni al sistema respiratorio. Aggiungiamo poi che non è possibile riciclare i fuochi, che anche lo smaltimento comporta dispersioni tossiche nelle acque e nei suoli, che gli incidenti che coinvolgono pure i bambini ogni anno non si contano e il quadro è completo”.

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