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Cronaca

Appello degli ambientalisti ad amministratori locali e Procura: “Applicare decreti anti roghi”

I membri del Forum Ambiente e Salute hanno inviato una nuova missiva alle istituzioni, tra cui Provincia e Prefettura, per chiedere di applicare norme e lo stesso decreto anti Xylella, per prevenire i roghi nelle campagne del territorio

LECCE – Loro lo avevano già detto. Ora, dopo il disastro, chiedono misure urgenti da parte degli amministratori locali nelle campagne abbandonate e nei confronti di coloro che risultino inadempienti nella manutenzione dei terreni incolti. I componenti del Forum Ambiente e Salute, che già nelle settimane passate avevano preallertato le istituzioni sul fenomeno dell'emergenza roghi, tornano a scrivere a prefetto, presidente della Provincia, comando del 115, ai carabinieri forestali, al presidente dell’Anci e alla Procura della Repubblica di Lecce.

Nella missiva sottolineano come, dal mese di febbraio scorso, sia stato attivato un tavolo provinciale per la prevenzione degli roghi nel Salento.  È la stessa normativa sul contenimento della Xylella a sottolineare l’obbligo di diserbo  dei terreni pubblici e privati entro metà maggio,  per combattere la sputacchina(il veicolo del batterio, ndr)  e per prevenire i roghi nelle campagne.  All’inizio di giugno è stato poi approvato il Piano regionale triennale di prevenzione degli incendi boschivi. “Nonostante ciò, la situazione in vaste aree della provincia di Lecce, in particolare quelle collinari e rocciose e in uliveti disseccati,  si presenta  di completo abbandono. Non sono state eseguite ad oggi le pratiche del diserbo, imposte dai decreti anti Xylella e dalle norme”, scrivono nella nota gli ambientalisti.

“Si chiede  che, per le rispettive competenze, si favorisca l’adozione  di misure operative efficaci da adottare sul territorio, tra le quali il monitoraggio  delle campagne dei singoli comuni da parte dei vigili urbani, in collaborazione con polizia provinciale (eventualmente supportati dalle locali protezioni civili),  anche attrezzati con droni,  con relative diffida e sanzioni  immediate  ai proprietari inadempienti, a partire dagli appezzamenti più ampi e  a rischio non diserbati”, suggeriscono nella lettera inviata a forze dell’ordine e rappresentanti istituzionali. Suggeriscono inoltre interventi sostitutivi “in aree e situazioni non diserbate di particolare rischio e pericolo, anche per scongiurare che pure  campagne adiacenti,  pur diserbate, possano esserne coinvolte soprattutto nelle zone collinari più impervie e per le dinamiche  di surriscaldamento provocate dalla combustione”.

“L’attivazione  di tale interventi in capo soprattutto ai  sindaci, sollecitati dal prefetto e dall’amministrazione provinciale (accompagnata  dal buon esempio del  diserbo  delle aree  pubbliche demaniali qualora non ancora eseguito), oltre ad essere  un atto dovuto, almeno sul piano della buona amministrazione, metterà al riparo  gli stessi da eventuali  rivalse e imputazioni da parte di cittadini danneggiati", concludono nell'appello gli ambientalisti.

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