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Sabato, 18 Maggio 2024
Nuova mossa

Inchiesta “Re Artù”, appello contro i proscioglimenti per la vicenda Atlantis

La Procura di Lecce prova a ribaltare la decisione del giudice che lo scorso 1 marzo aveva stabilito il “non luogo a procedere” per Cariddi, Maggiulli, Pendinelli e Ruggeri nel caso della presunta autorizzazione forzata per il ripascimento del lido

LECCE/OTRANTO – C’è chi aveva immaginato conclusa la vicenda secondaria dell’inchiesta “Re Artù”, inerente alla presunta autorizzazione “forzata” per favorire il ripascimento del lido del senatore, Salvatore Ruggeri, l’Atlantis di Otranto: lo scorso primo marzo, infatti, il giudice dell’udienza preliminare, Sergio Tosi, aveva disposto il “non luogo a procedere” per i tre imputati coinvolti nel procedimento, ovvero l’ex sindaco 56enne, Pierpaolo Cariddi (difeso dagli avvocati Gianluca D’Oria e Mauro Finocchito) l’ingegnere ed ex dirigente dell’Ufficio tecnico di Otranto 56enne, Emanuele Maggiulli (difeso dall’avvocato Antonio Quinto), e il 57enne primo cittadino di Scorrano, Mario Pendinelli, rappresentato dagli avvocati Corrado Sammarruco e Antonio Mariano.

C’è un’ulteriore evoluzione, perché la Procura di Lecce, su iniziativa del pm Alessandro Prontera, non ha intenzione di arrendersi e ha presentato appello contro la decisione del giudice di prosciogliere i tre soggetti e lo stesso senatore Ruggeri, di 72 anni (rinviato a giudizio per le altre contestazioni relative al filone principale dell’inchiesta, che riguarda la gestione della sanità sul territorio), su questa vicenda.

Nel caso relativo al lido Atlantis, come specificato prima, s’ipotizzano da parte della Procura di Lecce i reati di abuso d’ufficio e falso: nello specifico, riguarda il “confezionamento” in favore dello stesso senatore Ruggeri di un atto, interno alla procedura di autorizzazione in violazione delle linee guide regionali, per il ripristino dell’arenile del lido, collocato in zona Porto Craulo e di proprietà dello stesso politico locale, effettivo titolare della struttura, anche se non ricopre la carica di amministratore unico dal 23 aprile 2012.

Nell’udienza preliminare, il giudice aveva esaminato gli atti e ritenuto che queste vicende non dovessero finire al vaglio dei giudici del dibattimento. Ora bisognerà capire se, dopo questo passo della Procura, ci siano nuovi elementi che permetteranno di rivedere la decisione precedentemente presa il primo marzo scorso, o se, invece, anche la Corte di Appello confermerà i proscioglimenti.

Per quanto riguarda, invece, il filone principale sono 14 le persone (qui l’elenco completo) che si presenteranno al banco degli imputati, tra cui l’ex senatore e assessore regionale al Welfare Ruggeri. In aula come parti civili, ci saranno la Regione e la Provincia.  Le accuse contestate a vario titolo sono di corruzione, traffico di influenze illecite e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici, i cui dettagli sono riportati in un precedente articolo.

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