Cronaca

Applicazione di presunti tassi usurari, prosciolto ex amministratore delegato Bpp

L'ex amministratore delegato della Banca Popolare Pugliese (tra il 1994 e il 1996) è stato prosciolto (per intervenuta prescrizione) dall'accusa di usura. Si chiude così una lunga e complessa vicenda giudiziaria iniziata circa vent'anni fa

Una filiale della Bpp.

LECCE – L’ex amministratore delegato della Banca Popolare Pugliese (tra il 1994 e il 1996) Luigi Cataldi, 77enne di Parabita, è stato prosciolto (per intervenuta prescrizione) dall’accusa di usura. E' solo l'ultimo capitolo di una lunga e complessa vicenda giudiziaria iniziata circa vent’anni fa, tra rinvii, ricusazioni, sentenze e ricorsi. I giudici della seconda sezione penale (presidente Pasquale Sansonetti, a latere Michele Toriello) hanno dichiarato l’intervenuta prescrizione al termine della camera di consiglio, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Roberta Licci e della difesa dell’imputato, gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto, che nell’arringa difensiva ha dimostrato come il reato fosse ormai prescritto.

Al centro del processo alcuni rapporti di credito che la parte offesa aveva presso l’istituto credito. Rapporti cui sarebbe stato poi applicato, secondo quanto denunciato dall’uomo in ben sette esposti, tassi d’interesse usurari, richiedendo “il pagamento del capitale e degli interessi già maturati con l’applicazione di ulteriori interessi superiori al tasso determinato per legge”. Da qui la contestazione da parte dell’accusa di usura aggravata dall’esercizio dell’attività bancaria nei confronti dell’ex presidente (poi scomparso) e dell’ex amministratore delegato, come responsabili della banca.

I legali delle parti civili si erano opposti alla richiesta della prescrizione sostenendo che i reati fossero permanenti e non commessi fino al 1997. L'ultima azione di pagamento risale al 2007. Una tesi, però, non condivisa dai giudici di primo grado. Aspetti su cui la parte civile, Luigi Di Napoli (già riconosciuto come vittima di usura e creditore di due miliardi di vecchie lire nei confronti della Bpp), si appresta a dare battaglia. Innanzitutto sulla sezione di Tribunale cui il processo è stata assegnata, poi sulla composizione del collegio (in particolare dei giudici a latere su cui vi sono precedenti casi giudiziari) per cui ci sono gli estremi per la ricusazione. Sulla prescrizione, sottolinea la parte civile, si è già pronunciata la Corte d'Appello, pertanto i giudici di primo grado non avrebbero dovuto entrare neanche nel merito. La vicenda giudiziaria è quindi tutt'altro che conclusa, e la parte civile impugnerà la sentenza.

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