menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Un momento della conferenza stampa sull'operazione Contatto

Un momento della conferenza stampa sull'operazione Contatto

Appoggi al clan Coluccia, l’ex sindaco pronto a testimoniare scopre di essere indagato

La notizia della sua “iscrizione” è stata data questa mattina a Paolo Solito, già primo cittadino di Sogliano Cavour, durante il processo ordinario nato dall’operazione “Contatto”

SOGLIANO CAVOUR - Ha scoperto di essere indagato in concorso esterno in associazione mafiosa, poco prima di essere ascoltato come testimone nel processo che vede tra gli imputati e per la stessa accusa l’uomo che un tempo era stato suo vice nel Comune di Sogliano Cavour: l’ex assessore ai lavori sociali Luciano Magnolo. E’ quanto accaduto questa mattina nel tribunale di Lecce a Paolo Solito. Dopo la notizia dell’indagine aperta sul suo conto comunicata dal pubblico ministero della Dda Carmen Ruggiero, l’ex primo cittadino (assistito dall’avvocato Federico Massa) ha ritenuto quindi di avvalersi della facoltà di non rispondere, non conoscendo nulla del procedimento connesso che lo riguarda.

Il processo, nato dall’operazione “Contatto”, è stato aggiornato al 31 marzo quando sarà sentito il collaboratore di giustizia Vincenzo Antonio Cianci, 35enne di Sogliano Cavour. Non è escluso che siano state proprio le sue dichiarazioni rese davanti agli inquirenti a determinare l’apertura delle indagini nei riguardi di Solito. Di lui raccontò che fosse “un protetto” del boss della Scu di Galatina Antonio Coluccia, e di aver ricevuto denaro, favori e incarichi. In particolare, la somma di 30mila euro, in più soluzioni, per sostenere la sua candidatura e quella di Magnolo. Il reperimento dei voti sarebbe avvenuto in cambio di dosi di marijuana e di somme tra i 20 e i 50 euro.

Il collaboratore riferì pure che dopo la sua vittoria, Solito l’avrebbe agevolato nell’assegnazione di alloggi popolari, nel pagamento di bollette di luce, gas e spazzatura, anche per persone a lui vicine. Non solo. Gli avrebbe affidato l’organizzazione, senza la richiesta di alcuna autorizzazione, di eventi come la "Sagra delle friseddhe, purpette e vino" nel 2016, per la quale gli avrebbe consegnato sui 15, 16mila euro, più ulteriori 2.200 per il pagamento dei diritti Siae (pagamento che sarebbe stato oggetto di una violenta discussione tra i due, sedata poi dal boss), e come "La testa del bosco", in occasione di Pasquetta del 2015 o 2016. A detta di Cianci, inoltre, gli sarebbe stato concesso di posizionare stand, alla “Notte della Taranta” (nelle edizioni del 2016 e del 2017) senza pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico e di gestire (con l’accordo di usare un prestanome) un ristorante nel 2017. Dal sindaco, Cianci avrebbe inoltre ottenuto in prestito somme di 800 euro e da Magnolo di 5mila, che avrebbe utilizzato per avviare l’attività usuraia.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LeccePrima è in caricamento