rotate-mobile
Cronaca Otranto

“Approdo di Enea”, arriva al capolinea la seconda inchiesta: cinque indagati

Notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a proprietari e direttore dei lavori dello storico locale realizzato davanti all’insenatura di Porto Badisco, marina di Otranto. L'accusa per tutti è di abusivismo edilizio

OTRANTO - Arriva al capolinea l’inchiesta sull’Approdo di Enea, lo storico locale realizzato davanti all’insenatura di Porto Badisco, marina di Otranto, e restano cinque gli indagati per abusivismo edilizio.

Si tratta di Luigi Fruni, 38 anni, di Otranto, amministratore unico della società “Brezza Marina srl” e comproprietario del terreno sul quale è stata realizzata la struttura adibita a bar-pizzeria, Giorgio Bandello, 55, di Minervino di Lecce, tecnico progettista e direttore dei lavori, e altri tre comproprietari: Rosalba Greco, 72 anni, originaria di Uggiano la Chiesa, Maria Grazia Fruni, 46, di Poggiardo, Valentina Fruni, 43, di Poggiardo.

A questi, nell’avviso di conclusione delle indagini firmato dalla sostituta procuratrice Patrizia Ciccarese, viene attribuita la responsabilità di aver effettuato interventi edilizi consistiti nella realizzazione del locale con annesse pagode e parcheggi, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico, senza il permesso di costruire e dell’autorizzazione paesaggistica.

Le opere, secondo gli accertamenti svolti dagli inquirenti, sarebbero state dunque totalmente illegittime e sarebbero state mantenute nonostante diverse sentenze avessero già accertato non solo il carattere abusivo, ma anche l’illeicità degli atti autorizzativi rilasciati dal Comune di Otranto, disponendo la confisca. Il verdetto fu, tuttavia, annullato, senza rinvio, dalla Corte di Cassazione per intervenuta prescrizione (come riportato in un precedente articolo).

Nell’ambito di questo procedimento, la struttura fu sequestrata nel marzo del 2023 e dissequestrata neppure un mese dopo su disposizione del tribunale del Riesame, dinanzi al quale l’avvocato Luigi Corvaglia, difensore dei proprietari, aveva anche spiegato come si fosse già provveduto a rimuovere le opere non facilmente amovibili, con conseguente sgravio del carico edilizio.

Ora che l’inchiesta è chiusa, gli indagati avranno venti giorni di tempo per produrre documenti, presentare memorie, depositare la documentazione relativa alle indagini svolte dal difensore, chiedere di essere interrogati dal pm. Completano il collegio difensivo, gli avvocati Alberto Corvaglia e Giuseppe Gennaccari.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Approdo di Enea”, arriva al capolinea la seconda inchiesta: cinque indagati

LeccePrima è in caricamento