Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Università, approvato il bilancio. L’astensione “di protesta” degli studenti Link-Udu

Licenziato ieri nel corso della seduta del senato accademico, nonostante l'avversione dei componenti del consiglio degli studenti al carico della contribuzione studentesca. "Invariati anche i fondi per il diritto allo studio"

LECCE - Il senato accademico dell’ateneo, riunitosi ieri, ha licenziato sia il bilancio di previsione che il piano strategico, ottenendo, finalmente, la maggioranza dei voti per l’elezione dell’ultimo nome che mancava a completare il collegio di disciplina: il professor Domenico Fazio, docente di Storia della filosofia.

Ma sul punto 2 dell’ordine del giorno, che riguardava proprio il bilancio annuale di previsione per l’anno a venire e pluriennale di previsione 2013-2015, non sono mancate le astensioni di Alessandro Giurgola del gruppo consiliare di Link-Udu, Mario Del Prete di Progetto Universitas e Alessio Greco di Uninsieme.

Il voto di protesta è stato giustificato dalla decisione di lasciare invariati i fondi destinati al diritto allo studio, non apportando variazioni significative ai fondi indirizzati alle borse di studio come 150 ore, tutoraggio e incentivazione alla frequenza. “Crediamo che questo dato sia rilevante e significativo. Nonostante ciò, noi non possiamo assistere silenziosamente al taglio Fur (Fondo unico ricerca), al taglio di un terzo delle borse di dottorato di ricerca e al taglio del servizio di portinariato”, spiegano gli interessati.

Altrettanto rilevante è, secondo gli studenti, il dato secondo il quale il bilancio viene costituito per il 14,97 percento dalla contribuzione studentesca: in poche parole, le “mancanze politiche” sarebbero scaricate sulle spalle delle famiglie con un aumento della pressione fiscale.

“Indicativo per la nostra università, è anche il dato riguardante la destinazione di solo 3 percento sul totale alle attività di ricerca, attraverso le quali l’ateneo basa la crescita e lo sviluppo del proprio territorio, - incalzano loro - divenendo sviluppo di innovazione con il quale è possibile incidere sulla capacità di attrarre maggiori fondi di finanziamento ordinario da parte del ministero”.

Questi tagli presenti nella previsione di spesa 2013 sarebbero, quindi, in perfetta continuità con le politiche ministeriali di tagli all'istruzione, “in atto da anni”.

I rappresentanti del Consiglio degli studenti ci tengono a precisare come, proprio in virtù di questi tagli, il modello universitario italiano “sia cambiato radicalmente” e il settore della conoscenza e della cultura sia entrato in “profonda crisi”.

L'ultima ondata di “devastazione” abbattutasi contro l’università, a loro dire, è arrivata con l'approvazione della modifica nel settore dell'istruzione: il fondo per il finanziamento ordinario è stato incrementato soltanto di 100 milioni di euro, contro i 400 richiesti, “provocando forti danni, soprattutto per le piccole – medie università, come quella salentina”.

Allo stesso tempo, aggiungono gli studenti, rimane fondamentale rivalutare il ruolo politico che l'ateneo ricopre nella società: “Non possiamo assistere inerti di fronte a queste politiche, che continuano a minare le fondamenta del sistema della pubblica istruzione”.

“Crediamo, infatti, che si debba rimettere al centro dell'agenda politica nazionale il ruolo sociale che l'università dovrebbe ricoprire come ascensore sociale e motore di sviluppo del territorio, - conclude la nota di Link-Udu - ma con queste politiche non si fa altro che bloccare l'accesso ai saperi, rendendo l'università un élite per pochi”.

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