Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Apre la caccia, 6mila doppiette pronte a fare fuoco

Primo giorno di spari ieri 1° settembre. Si continuerà il 5 e 12. Ma la stagione venatoria vera e propria parte il 19 settembre. Intanto la polizia provinciale di Lecce ha già beccato due bracconieri

LECCE - Dalle 7 del mattino fino al tramonto. Bang, bang, bang. Si spara. Le doppiette aprono il fuoco, anzi lo hanno già aperto, per la verità, da quando è partita la stagione venatoria (ieri 1° settembre, poi nei giorni 5 e 12 fuoco solo sulle tortore e le gazze), per la felicità di oltre 6mila cacciatori, quanti se ne contano nella provincia di Lecce. Stando però al calendario venatorio della Regione Puglia (in allegato), da domenica 19 settembre si farà sul serio (nei luoghi consentiti si potrà sparare anche alle volpi, per dire, come sempre è stato), essendo considerato il primo giorno di caccia vero e proprio.

Ma la legge che disciplina le battute, è severa, anche se la cosa non potrà certo indurre gli ambientalisti a saltare dalla gioia, come rigorosi sono i controlli della Polizia provinciale. Che già durante la pre-apertura della stagione, cioè martedì 31 agosto, con l'impiego di sette pattuglie, ha effettuato oltre 70 interventi di controllo disposti capillarmente lungo tutto il territorio salentino e nel corso dell'intera giornata, elevando "solo" due contravvenzioni. Parliamo di bracconieri.

Merito anche dell'attività di prevenzione e delle intense campagne di sensibilizzazione al rispetto delle regole portate avanti in questi mesi dalla stessa Polizia Provinciale, che ha raccolto l'input dell'Ente, diffondendo tra i cacciatori e gli appassionati il regolamento venatorio e illustrando le ultimissime modifiche e le opportunità offerte ai cacciatori.

C'è poi un altro aspetto che influisce non poco sul numero delle doppiette in provincia, circa 6mila, come detto. Il costo del rinnovo della tessera di cacciatore, che si aggira, a conti fatti, intorno a 500 euro, per non parlare di tutto l'occorrente impiegato per la caccia, cartucce, abbigliamento, manutenzione del fucile, spostamenti in auto. La crisi di fa sentire anche in questo settore. Solo nel 2010 (dati Ufficio tutela venatoria della Provincia di Lecce relativi allo scorso marzo), i nuovi cacciatori sono stati 47. Nel 2009 erano stati invece 128.

E poi, le zone dove si può cacciare sono sempre più ristrette, grazie soprattutto alle aree diventate protette, quindi blindate alle doppiette. I cacciatori possono pertanto dare sfogo alla loro passione nelle zone a loro più appetibili (nei pressi del parco di Rauccio a Lecce, le aree paludose a Otranto, nell'entroterra di Supersano, tra gli uliveti).

I cacciatori che invece se lo possono permettere, diventano soci delle cosiddette aziende faunistico venatorie, aree private dove, sempre nel rispetto del calendario venatorio della Regione Puglia, possono recarsi a sparare. In provincia se ne contano sette. Tre sono a Lecce (una a Frigole due San Cataldo), poi a Lizzanello, a Melendugno (San Foca), Gallipoli e Poggiardo.

calendario_venatorio_2010

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