Malore durante la gara, ispettore di polizia si accascia e muore

La tragedia a tarda ora ad Aradeo. Silvio Montinari, 56 anni, era ispettore superiore e prestava servizio a Nardò. Inutili i tentativi di rianimazione del 118. Lascia moglie e due figli

Foto di repertorio.

ARADEO – La gara di calcetto fra gli amici di sempre, presso i campi comunali di via Frigino, ad Aradeo, era iniziata da diverso tempo. Silvio Montinari, 56 anni, era in campo, quando all’improvviso ha avvertito alcune fitte all’altezza del petto. Quell’affaticamento, la spia di quanto, purtroppo, si sarebbe consumato di lì a poco. Ma cos’è successo? Verso le 22,30, il malore e poi la morte, certificata mezzora dopo. Questo si dedurrebbe dalle versioni di alcuni fra coloro che erano in campo. Inutili, di sicuro, i tentativi di rianimazione.

Le ricostruzioni della polizia

Secondo la ricostruzione che sta svolgendo la polizia, dopo circa cinque minuti Montinari ha chiesto di andare fra i pali, in porta. Questo risulta nella carte. Un segnale di affaticamento? Il gestore della struttura si sarebbe insospettito e avrebbe così pensato di avvisare il 118 quando Montinari, di lì a poco, avrebbe avvertito le prime fitte, annullando però la prima chiamata. Montinari gli avrebbe fatto intendere che fosse tutto ok. Salvo, poco dopo, accasciarsi per terra, proprio sulla linea di porta. E a quel punto, senza più riprendersi.

Questa, al momento, è la ricostruzione dei fatti, sulla base dei primi riscontri e di alcuni ascolti, ma che comunque è ancora in via di definizione. Della vicenda si sta occupando il commissariato di polizia di Galatina. 

Di certo, la situazione ha assunto in un attimo una piega drammatica. E’ stato di nuovo chiamato il 118 (sono state diverse le telefonate), gli stessi amici in campo hanno provato il possibile, ma quando i sanitari sono arrivati sul posto, i tentativi di rianimazione sono risultati vani. Ormai si erano fatte le 23 circa, quando è stato dichiarato il decesso per arresto cardiocircolatorio. La struttura è anche dotata di defibrillatore, ma l’intervento sanitario sarebbe stato oltremodo fondamentale, come si è valutato.

Silvio Montinari, di Neviano, era ispettore superiore di polizia. Da qualche tempo si era trasferito presso il commissariato di Nardò, dopo aver prestato servizio per anni a Galatina. E proprio da Galatina, per gli accertamenti del caso, sono intervenuti i suoi colleghi. Lo conoscevano bene ed è stato un duro colpo da assorbire anche per loro, oltre che per gli amici che l’hanno visto spegnersi sul terreno di gioco. Sul posto, anche i carabinieri della stazione locale.

I funerali alle 15 di venerdì

Montinari lascia moglie e due figli di 30 e 24 anni. Il minore, che studia a Milano ed era in procinto di laurearsi, ha appreso da lì della tragedia ed è in queste ore sulla via del rientro nel Salento. I suoi colleghi lo ricordano per preparazione e generosità. “Ispettore superiore. Superiore in tutto, anche nella vita”, confida commosso uno di loro. I funerali si svolgeranno alle 15 di venerdì 14 giugno presso la chiesa madre di Neviano, intitolata a San Michele Arcangelo (che è anche il patrono della polizia).

Articolo revisionato alle 10,45 di venerdì 14 giugno 

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