Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Armi nella masseria dell'omicidio, cadono le accuse in appello

Sentenza ribaltata in appello per Diego Greco, 31 anni, di Carmiano, e Armando Vadacca, 43enne di Monteroni di Lecce. Per i primo la pena è stata dimezzata, mentre Vadacca è stato assolto da quasi tutti i capi d'accusa

 

LECCE – Sentenza ribaltata in appello per Diego Greco, 31 anni, di Carmiano, e Armando Vadacca, 43enne di Monteroni di Lecce, considerato uomo di fiducia di Lucio Vetrugno, assassinato il 22 dicembre 2010 all’interno della masseria “La Tenente”. Vadacca, condannato in abbreviato (dal gup Vincenzo Brancato) a 4 anni e due mesi di reclusione, è stato assolto dall’accusa di detenzione e porto abusivo di armi: un fucile Benelli super 90 calibro 12 con matricola abrasa, una pistola Tokarev (considerata arma da guerra), una pistola ad aria compressa alterata in arma comune da sparo. L’imputato è stato condannato, a otto mesi, per il solo possesso di una canna di fucile. Riguardo al reato di furto in abitazione, lo stesso è stato riqualificato in furto e i giudici hanno disposto il non doversi procedere per un difetto di querela. Vadacca pertanto, che ha già scontato tredici mesi di reclusione, torna dunque in libertà. Il 43enne è assistito dall’avvocato Massimo Bellini.

Per Greco, condannato a quattro anni in primo grado, la pena è stata dimezzata. L’accusa nei suoi confronti era di ricettazione. I due erano stati arrestati nel maggio 2011, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari Antonia Marsalò, su richiesta del pubblico ministero Guglielmo Cataldi, dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Lecce. Proprio partendo dall'inchiesta sull'omicidio di "Lucio della tigre", gli uomini dell'Arma ipotizzarono che Vadacca, dopo l'esecuzione di Vetrugno, ucciso con un colpo di pistola, aveva occultato armi ed attrezzi da lavoro, servendosi della complicità di Greco. Lo scorso 24 febbraio, infatti, i militari dell'Arma ritrovarono la refurtiva in un garage di Carmiano di proprietà di Greco. Nel corso della perquisizione furono sequestrati, oltre alle armi, anche 4 trapani, una mola, 3 smerigliatrici, 2 carrelli, 1 aspiratore, 1 pompa sommersa, 2 martelli elettrici, 2 cesoie, 1 pistone pneumatico.

In appello, accogliendo la tesi difensiva dell’avvocato Bellini, quasi tutte le accuse per Vadacca sono cadute. 

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