Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Armi nella masseria dell'omicidio, condanne per due

Due condanne il giudizio abbreviato, dinanzi al gup Brancato, nei confronti di Diego Greco, 31 anni, di Carmiano, e Armando Vadacca, 43enne di Monteroni di Lecce. Le armi nella masseria "La Tenente"

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LECCE - Si è concluso con due condanne il giudizio abbreviato, dinanzi al gup Vincenzo Brancato, nei confronti di Diego Greco, 31 anni, di Carmiano, e Armando Vadacca, 43enne di Monteroni di Lecce, ritenuto uomo di fiducia di Lucio Vetrugno, ritenuto dagli inquirenti esponente di spicco della Sacra corona unita, assassinato il 22 dicembre 2010, presso la masseria "La Tenente" di Copertino, in cui svolgeva l'attività di pastore. Vadacca è stato condannato a 4 anni e due mesi di reclusione, Greco a 4 anni.

I due erano stati arrestati nel maggio scorso, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari Antonia Marsalò, su richiesta del pubblico ministero Guglielmo Cataldi, dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Lecce con l'accusa di detenzione e porto abusivo di armi, furto e ricettazione. Proprio partendo dall'inchiesta sull'omicidio di "Lucio della tigre", gli uomini dell'Arma accertarono che Vadacca, dopo l'esecuzione di Vetrugno, ucciso con un colpo di pistola, aveva occultato armi ed attrezzi da lavoro, servendosi della complicità di Greco. Lo scorso 24 febbraio, infatti, i militari dell'Arma ritrovarono la refurtiva in un garage di Carmiano di proprietà di Greco.

Nel corso della perquisizione furono sequestrati: un fucile Benelli super 90 calibro 12 con matricola abrasa, una canna di fucile, una pistola Tokarev (considerata arma da guerra) una pistola ad aria compressa alterata in arma comune da sparo. Furono sottoposti a sequestro anche 4 trapani, una mola, 3 smerigliatrici, 2 carrelli, 1 aspiratore, 1 pompa sommersa, 2 martelli elettrici, 2 cesoie, 1 pistone pneumatico. Dalle indagini è emerso che sia la refurtiva che le armi furono consegnate a Greco da Vadacca, dopo averle trafugate presso la masseria di Vetrugno.


L'accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Guglielmo Cataldi, contestava a Vadacca, oltre alla detenzione e porto abusivo delle armi, anche il furto aggravato degli oggetti sequestrati, mentre Greco era accusato di ricettazione per averli ricevuti ed occultati. Il pubblico ministero aveva invocato a pena di 3 anni e dieci mesi per Vadacca e 3 anni e quattro mesi per Greco. Armando Vadacca e Diego Greco sono difesi rispettivamente dall'avvocato Massimo Bellini e Americo Barba.

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