Ignoti danno fuoco all'auto del comandante polizia locale

L'auto è una Megane. Ad Arnesano, in via Mascagni. già a febbraio era andata distrutta la sua Focus. Sul posto vigili del fuoco e carabinieri

Arnesano, via Pietro Mascagni.

ARNESANO – Ad Arnesano si è alzato il tiro. Fino a colpire per la seconda volta in pochi mesi un'autovettura del comandante della polizia locale, Gabriele Podo (e non del sindaco, come scritto erroneamente nel primo lancio, Ndr). Una nuova notte di fuoco, dunque, la terza in pochi mesi, se si considera anche un altro episodio avvenuto di recente, riguardante un ordigno a un barbiere del posto. 

L'incendio attorno alle 2,30

Erano le 2,30 di notte quando è divampato l’incendio. Il veicolo si trovava accanto al muro laterale di una serie di villette a schiera. L’odore acre di fumo e le fiamme hanno destato il vicinato. E sono partite le prime richieste sui numeri d’intervento. Sul posto sono arrivati vigili del fuoco da Lecce con una squadra e, poco dopo, carabinieri del Nucleo operativo radiomobile e della stazione di Monteroni.

L’intervento è stato tempestivo, dello stesso comandante, e l’auto non è andata quindi distrutta. Si è giusto annerita la carrozzeria. Ma per spegnere la fiammata, ha riportato alcune bruciature di secondo grado ed è stato costretto alle cure mediche del pronto soccorso del "Vito Fazzi" di Lecce. 

Un atto doloso accertato

Si è trattato chiaramente di un atto doloso. L’autovettura era stata poco prima letteralmente cosparsa di liquido infiammabile, con l'intenzione di trasformarla in uno scheletro di lamiere annerite. E anche se l'obiettivo non è stato centrato in pieno dai malviventi, il messaggio intimidatorio è comunque arrivato forte e chiaro. 

La Megane è stata poi rimossa alle prime ore del giorno. Ed è particolare notare come vi siano ancora in zona segni di combustione, su asfalto, marciapiede, parete, in parte derivanti dal precedente episodio. A febbraio in via Mascagni  era già andata a fuoco una Ford Focus, sempre di Podo. Era stata posteggiata nello stesso punto. E anche in quel caso era stato usato liquido infiammabile.

Altri episodi in paese

E non è tutto. A metà aprile il paese alle porte di Lecce è rimasto scosso per un altro grave episodio: un ordigno artigianale collocato sulla porta d’ingresso di casa di un barbiere del posto, in via Trento. Una bomba carta di tale potenza da provocare non solo un grosso squarcio nella parete, ma far anche schizzare vetri per tutta la via, fino a colpire le finestre e le auto vicine.

Ad aprile, invece, s'è verificato un tentativo di furto in casa di un artigiano, che ha risposto sparando con una pistola a salve e facendo fuggire due ladri. Episodi non necessariamente legati tutti fra loro, ma che sommati, in un piccolo comune, destano comprensibile allarme sociale. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Maxi frode col gasolio agricolo, undici arresti e 64 indagati

  • Militari attendono cassiera a fine turno: addosso parte dell’incasso, sospetti ammanchi per 50mila euro

  • Fanno sesso, poi diffonde i video e affigge immagini: revenge porn, incastrato

  • Rapine con autovetture rubate anche durante il lockdown: in tre agli arresti

  • Mauro Romano, chiuse le indagini sull’ex barbiere: sequestro di persona

  • “L’eredità”, il concorrente leccese batte il record di puntate da vincitore

Torna su
LeccePrima è in caricamento