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Accusato di una rapina in tabaccheria, i giudici del riesame lo scarcerano

Torna libero un 48enne di Arnesano, dopo istanza del suo legale, accusato con un complice di un assalto armato con pistola a tamburo

LECCE – Torna in libertà Gianfranco Petrelli, 48enne di Arnesano, arrestato il 23 novembre scorso dai carabinieri della Sezione operativa di Lecce insieme con Francesco Carrozzo, 33enne di Magliano (frazione di Carmiano) e Matteo Vadacca, 32enne di Carmiano, dopo indagini volte a fare luce su una serie di furti e rapine avvenuti nel circondario del capoluogo da febbraio fino ad aprile, quindi anche nel periodo di attuazione delle misure sanitarie più restrittive per tentare di frenare la pandemia di Covid-19. A stabilirlo sono stati i giudici del Tribunale del riesame (Carlo Cazzella, Pia Verderosa e Antonio Gatto), dopo istanza presentata dal legale di Petrelli, l’avvocato Stefano Pati.  

Se, in quell’inchiesta, il nome di Carozzo è praticamente onnipresente, quelli di Petrelli e Vadacca compaiono, invece, separatamente, in singole occasioni, in qualità di accompagnatori del 33enne di Magliano in alcune incursioni. Nel caso di Petrelli, è stata contestata la rapina in concorso con Carozzo nella rivendita “Dante regali e tabacchi” di Arnesano, in via Monsignor Raffaele Perrone. Erano circa le 16,30 del 20 marzo quando due soggetti avevano fatto irruzione, con volti coperti, puntando una pistola a tamburo verso il volto del titolare e intimando di consegnare l’incasso. I malviventi erano poi fuggiti con circa 1.500 euro.

Tutta l’azione era stata immortalata dalle videocamere di sorveglianza della tabaccheria. Carrozzo era stato identificato da fattori quali l’altezza (1 metro e 75 centimetri), un giubbino blu di marca Napapijri e scarpe da ginnastica verde militare. Il secondo soggetto, più alto e di fisico robusto, con bomber verde, scarpe da ginnastica scure con suola bianca, e che aveva impugnato l’arma, era stato poi associato a Petrelli per una serie di valutazioni sulla somiglianza fisica e anche sul fatto che, nel corso di vari controlli, sarebbe stato notato accompagnarsi in più occasioni con Carrozzo.

L’avvocato di Petrelli, dal canto suo, ha rilevato nell’istanza diverse discrepanze, fra cui, per citarne alcune, il fatto che sarebbe stata svolta una ricognizione sulla base di una vecchia foto da Facebook, risalente al 2012, e la circostanza che Petrelli non sia di fisico corpulento, ma più magro. Bisognerà ora attendere le motivazioni dei giudici, che saranno depositate entro 45 giorni, per comprendere quale sia stato il criterio adottato che, a questo punto, potrebbe anche essere incentrato sull'assenza di gravi indizi di colpevolezza. Sta di fatto che il 48enne di Arnesano ha lasciato il carcere di Borgo San Nicola ed è tornato in libertà.

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