Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Occhio all'alga tossica Ostreopsis, sta arrivando anche nel Salento

Monitoraggio costante dell'Arpa, che rileva la presenza con forti concentrazioni a Porto Badisco. Per ora, però, situazione sotto controllo

LECCE – Occhio alla Ostreopsis ovata. L’alga tossica è stata rilevata dall’Arpa anche di Puglia. Altrove ha già mietuto vittime. Beninteso, di dermatiti. In Puglia, a ogni modo, la concentrazione sta crescendo. E sta arrivando anche nel Salento. In qualche caso si sono rilevati anche picchi. 

La sua presenza, per ora, è però a macchia di leopardo. Assente nella zona della Daunia, piuttosto frequente e persino molto abbondante sul litorale barese fino al nord della provincia di Brindisi, tracce se ne ritrovano, come detto, anche nelle coste del Salento leccese. E tutti possono osservare sulla mappa interattiva la dislocazione dei siti di monitoraggio e, quindi, la sua diffusione. I valori sono saliti, e non poco, negli ultimi periodi, anche se la situazione è sotto controllo. Per ora.

Le statistiche emergono dalle ultime rilevazioni dell’Arpa Puglia per il periodo dal 15 al 30 luglio. Rilevazioni che proseguiranno per tutta la stagione estiva. Che cosa sia e quali effetti produca, quest’alga, lo spiegano gli esperti dell’Arpa, con contenuti a cura di Nicola Ungaro e Vito Perrino dell’Unità operativa complessa Ambienti naturali (direzione scientifica). Dato che “nella specie è stata individuata una tossina (Palitossina simile), si sono verificate morie o sofferenze di organismi marini”. Fra queste si annoverano stelle di mare, ricci, granchi e molluschi cefalopodi. Ovviamente, le concentrazioni devono essere elevate per provocare simili effetti letali.

Ma per l’uomo, cosa può comportare il contatto, sempre in concentrazioni elevate? Secondo gli esperti, “casi di malessere transitorio nei bagnanti”. Ovvero, si può soffrire di “riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti e congiuntiviti”. E attenzione alle mareggiate, perché “favoriscono la formazione di aerosol marino, che può diffondere la tossina nell’aria”.

Per evitare gli effetti dannosi, qualora sia certificata la fioritura di Ostreopsis, è consigliato evitare di fermarsi lungo le coste rocciose durante le mareggiate, ma anche di “limitare il consumo a scopo alimentare di organismi quali, ad esempio, i ricci di mare”. “Infatti i ricci – spiega l’Arpa -, a causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina”.

L’alga, unicellulare, appartiene al gruppo delle Dinoflagellate. E’ di dimensioni comprese tra 30 e i 60 micron (1 micron equivale a un millesimo di millimetro). Vive di solito su alghe pluricellulari e fondali rocciosi. Ama le acque calme, calde e ben illuminate, è una specie dei mari tropicali e, appunto, produce tossine.

Come abbia raggiunto la Puglia, non è chiaro. Di certo, non con un’agenzia di viaggi o consultando qualche dépliant. S’ipotizza che sia stata introdotta in modo accidentale nel Mediterraneo tramite delle acque di zavorra delle navi. Si sa, però, che le prime segnalazioni sulle coste locali risalgono al 2000, che la popolazione si sviluppa molto nei mesi estivi e che “fattori ambientali che facilitano la proliferazione” sono: “alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni d’irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni”.

Sono venti i siti che Arpa Puglia tiene sotto controllo da giugno a settembre, con una frequenza quindicinale, ma che all’occorrenza può aumentare se la fioritura è conclamata.

In provincia di Lecce i siti sono tre. San Cataldo, in prossimità del faro, Porto Badisco (Scalo di Enea), Ugento (Punta Macolone). Per completezza, almeno per quanto riguarda la costa ionica, si può però aggiungere al computo anche il sito presso la spiaggia libera di Torre Columena (Manduria), molto prossima a Porto Cesareo.   

Ebbene, nonostante il Salento non sia immune, si può dire che la situazione sia al momento più o meno sotto controllo. Pur con qualche picco di troppo, che magari potrebbe far sobbalzare dalla sedia. Basta consultare la mappa interattiva seguendo la legenda per farsi una propria idea. Le posizioni dei siti di monitoraggio per tutto il litorale pugliese hanno come simbolo una bandierina, ognuna suddivisa in F e C. Il colore indica la classe di abbondanza di Ostreopsis ovata sul fondo (F) e in colonna d’acqua (C).

Per San Cataldo la presenza è scarsa per entrambi i valori (182 cellule per litro sul fondo e 115 in colonna d’acqua); la situazione cambia a Porto Badisco, dove il valore è definito “molto abbondante” sul fondo (6.708.320) e tuttavia “scarso” per colonna d’acqua (500 cellule per litro). Un balzo notevole, a ogni modo, giacché ai precedenti monitoraggi i valori erano decisamente molto più bassi.

Tuttavia, non qualcosa per cui preoccuparsi oltremodo (si spera), se è vero che nelle linee guida del ministero della Salute del 2007, viene indicato il limite di 10mila cellule per litro in colonna d'acqua (e quindi si è molto al di sotto a Porto Badisco) per l'insorgenza di un eventuale rischio sanitario. Solo in caso di superamento del valore, l’Arpa deve fare comunicazione a Regione, Asl e Comune di competenza territoriale per eventuali misure da adottare. Tra l’altro le stesse linee guida sono aggiornate dall’Istituto superiore di sanità nel 2014, che ha stabilito la fase di emergenza a partire da densità superiori a 30mila cellule per litro.    

Proseguendo, si torna a valori “scarsi” sia sul fondo, sia in colonna d’acqua a Ugento (rispettivamente 600 e 1.500) e addirittura nulli del tutto a Torre Columena. Da qui si evince probabilmente anche il percorso seguito: venti e mareggiate spingono inesorabilmente l’alga tossica verso sud, che però segue le correnti e non raggiunge il Golfo di Taranto.     

Certo, si tratta di valori ancora sotto controllo, e tuttavia non si può fare a meno di notare, osservando quanto stia avvenendo in tutta la Puglia tramite consultazione della tabella sottostante, come la diffusione si sia estesa notevolmente negli ultimi periodi, passando da valori nulli o scarsi a giugno, a ben altri nella prima quindicina di questo mese, e salendo ancora nella seconda quindicina. Una mappa, insomma, da tenere sempre d’occhio.

Cliccate sul link per scaricare la Tabella_Ostreopsis_Aggiornamento_seconda Luglio 2016

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