Inquinamento e malattie: Arpa affina gli strumenti per valutare il rischio

Presentato il Progetto Jonico Salentino: al vaglio fonti industriali, combustione di biomasse, traffico stradale e radon

Auto in coda in via XXV luglio.

LECCE - E’ stato presentato oggi a Bari, nella sede dell’Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, il Progetto Jonico Salentino, appositamente studiato per le province di Taranto, Lecce e Brindisi.  Lo scopo è quello di rispondere alle preoccupazioni sempre più diffuse per le conseguenze innescate sulla salute dagli agenti inquinanti delle aree industriali.

Quanto sia oggi diffusa la consapevolezza del legame tra qualità dell’ambiente e la presenza di determinate patologie nella popolazione, è stato testimoniato dalla eco del report  presentato dalla Asl di Lecce il 15 febbraio scorso, alla presenza del governatore Michele Emiliano che, in quella sede, ha ribadito la sua volontà di intraprendere un processo di riconversione degli stabilimenti alimentati a carbone, a partire dall’Ilva e da Cerano.

L’obiettivo del progetto – è spiegato in una nota dell’associazione Salute Salento - è di indentificare il rischio dei cittadini in funzione dell’esposizione attuale, omettendo gli scenari pregressi. Oggetto di studio – attraverso metodologie innovative affiancate ad altre più tradizionali - saranno le fonti industriali, la combustione di biomasse, il traffico stradale e il radon.  Gli esiti sanitari considerati saranno quelli legati alla salute materno-infantile e  alle patologie respiratorie e cardiovascolari in età adulta.

Ci sono poi due altri progetti che saranno sviluppati parallelamente: uno di carattere generale che considera tutta l’area jonico-salentina e un altro di dettaglio che si concentra sulle aree ad elevata criticità. Un primo studio, basato sui dati reali forniti dalle centraline di Taranto, Brindisi e Lecce, si  completa con la valutazione della tossicità del particolato utilizzando test “in vivo” (angiogenesi indotta sulla membrana di embrioni di pollo in ovo) e “in vitro” su cellule umane esposte direttamente a flussi di aria atmosferica  campionati. I test biologici consentono di identificare nuovi fattori di rischio.

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Parallelamente verrà condotto uno studio sulla salute materno-infantile monitorando gli ambienti, lo stile di vita e l’esposizione dei bambini di età scolare a Taranto ed estendendo il progetto Mapec-Life per la provincia di Lecce e Brindisi. Saranno utilizzate strumentazioni di nuova generazione per monitorare la concentrazione di metalli con proprietà neurotossiche e inquinanti organici presenti nelle urine e nel sangue dei bambini.

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