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Cronaca

Gli smartphone dei migranti inchiodano gli scafisti: erano in ospedale

Avevano lamentato sintomi di ipotermia, mescolandosi tra le decine di cittadini extracomunitari sul veliero intercettato al largo di Santa Maria di Leuca

LECCE - Fingendo sintomi di ipotermia, erano stati ricoverati all'ospedale di Scorrano. Ma le immagini visionate sui telefoni dei migranti approdati la scorsa notte sulla banchina del porto di Otranto li hanno inchiodati, perchè li ritraggono chiaramente alla guida del veliero che i mezzi della guardia di finanza hanno intercettato al largo di Santa Maria di Leuca. Due uomini di nazionalità siriana sono dunque finiti in manette.

Il veliero che avevano condotto dalle coste della Turchia, dopo diversi giorni di navigazione, aveva a bordo 75 cittadini extracomunitari, di cui 44 donne e 12 bambini. L'imbarcazione da diporto batteva bandiera americana. Dopo aver intercettato il natante, su segnalazione di un elicottero rumeno impegnato nella missione europe Triton, i militari della guardia di finanza sono saliti sulla Elizabeth I, questo il nome del veliero, trovando la marcia inserita: a quel punto i due scafisti si erano già mescolati alle persone che, si presume, avevano pagato per il viaggio una cifra di almeno cinquemila dollari a testa. 

Hanno quindi puntato la prua sul porto di Otranto dove i migranti sono stati soccorsi e smistati: la maggior parte nel centro Don Tonino Bello della stessa città, in 19 sono stati accompagnati presso la Masseria Germi di Surbo. In quattro, invece, sono stati trasportati in ospedale, ma due di loro, in realtà cercavano di farla franca. Foto e video hanno consentito agli investigatori di risalire al loro ruolo attivo nella traversata. In un primo momento si era pensato che gli scafisti avvesero fatto perdere le proprie tracce tornando indietro con una barca di servizio.

Le vicende degli ultimi mesi indicano in maniera sempre più evidente l'esistenza di un'organizzazione ramificata che gestisce i viaggi irregolari, dalla Turchia e dalla Grecia, utilizzando imbarcazione turistiche. In questo modo si cerca di passare inosservati nel Canale d'Otranto dove sempre fiorenti sono i traffici di droga, come dimostra anche il sequestro da parte della polizia di stato effettuato presso Le Cesine due giorni addietro (e di cui si riferisce a parte). Quasi sempre, ma non in questo caso, gli scafisti incaricati di trasportare i migranti sono originari di paesi dell'ex Unione Sovietica. 

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