Scampato a un agguato con Kalashnikov, accoltella un uomo per motivi di viabilità

Arrestato Antonio Amin Afendi, il 29enne di Casarano ritenuto dagli inquirenti continuatore delle attività criminali di Augustino Potenza. La vittima in prognosi riservata

CASARANO – Questa volta, nei guai, c’è finito lui, Antonio Amin Afendi, 29enne di Casarano. Pregiudicato, scampato a un sanguinoso e per certi versi epocale agguato in stile mafioso, a colpi di kalashnikov, per il quale è tuttora in corso un processo a carico del presunto esecutore, è stato arrestato per aver accoltellato uomo. La vittima è A.B., 49enne, un operaio, anch’egli di Casarano. E, a quanto sembra, la vicenda non ha nulla a che vedere con questioni di criminalità organizzata. Sarà un paradosso, ma a scatenare tutto pare sia stata una futile lite. Un lite per motivi di viabilità.

Lesioni aggravate e porto abusivo di arma sono i reati contestati, dopo aver sentito il pubblico ministero di turno, Alessandro Prontera. Che, per Afendi, ha stabilito di procedere con l’arresto, ma ai domiciliari. A fermarlo, nel pomeriggio, poco prima delle 17, sono stati i carabinieri della stazione locale, arrivati sul posto subito dopo una violenta lite, culminata con un’aggressione a mano armata. Il diverbio, come detto, con un operaio, per motivi di viabilità, per giunta alla presenza della convivente che si sarebbe frapposta nel tentativo di scongiurare il peggio.

I carabinieri, una volta sul posto, in via Solferino, hanno bloccato e disarmato Afendi, sequestrando il coltello che aveva in mano. Mentre la vittima dell’accoltellamento, ferita al fianco sinistro, è stata trasportata all’ospedale “Ferrari” di Casarano. La prognosi è riservata e sarà sottoposto a un intervento, anche, se fortunatamente, non rischia la vita.

Quello di Afendi è un nome “pesante”, a Casarano. È ritenuto dagli inquirenti il continuatore in linea diretta degli affari del clan una volta retto da Augustino Potenza, assassinato il 26 ottobre del 2016 con raffiche di mitragliatore nel parcheggio del centro commerciale di via Vanoni. In particolare, sempre stando agli inquirenti, Afendi sarebbe subentrato nella gestione degli affari, dopo l’agguato a Luigi Spennato, 45enne, ferito in modo grave, al punto da rimanere cieco. Casi, quelli riguardanti le due feroci sparatorie, per i quali al banco degli imputati siede al momento Giuseppe Moscara, 25enne casaranese, ritenuto parte integrante del sodalizio un tempo capeggiato da Tommaso Montedoro, poi divenuto collaboratore di giustizia.

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