Arrestato dopo il colpo in banca da 11mila euro: era evaso dai domiciliari

Rapina in viale Japigia, la polizia ha acciuffato il responsabile. Con un taglierino in mano si era fatto consegnare i soldi. "Ho saldato un debito di droga"

Il luogo della rapina.

LECCE – “Avevo debito per l’acquisto di droga”. S’è giustificato così, Ivan Pedone, leccese di 40 anni, quando la polizia, seguendo una pista ben precisa dettata da più videocamere di sorveglianza, l'ha fermato. Messo alle strette, visti gli elementi raccolti (in primis, la comparazione di dettagli quali modello e colore di scooter e casco), alla fine s’è arreso e ha confessato di aver rapinato, ieri mattina, taglierino alla mano, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata di Lecce, in viale Japigia.

I soldi? Spariti...

Ma i soldi? Spariti. Appunto. Si era detto, in prima battuta, fra i 7 e gli 8mila euro. S’è scoperto, a conteggio ultimato, che erano di più: circa 11mila e 500 euro. Davvero un bottino sostanzioso, per un rapinatore solitario, quasi lo stipendio di un anno di un comune impiegato. Ma Pedone stesso agli investigatori della squadra mobile ha negato di possederli. Li avrebbe ceduti come corrispettivo di partite di stupefacenti. Chiaro che questa versione deve essere verificata fino in fondo. Verità o una spudorata bugia per rientrarne in possesso in futuro? Qui si aprirà, ovviamente, un altro filone d’indagine.

Certo è che la posizione di Pedone non è affatto semplice. Lui, tanto per cominciare, era sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Il che gli è costato un arresto in flagranza per evasione, con rientro in carcere. In più, è stato emesso un fermo di indiziato di delitto per rapina aggravata. Ora, da questo punto di vista, si attende la convalida del magistrato. Pedone è assistito dall'avvocato Massimiliano Petrachi

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L'assalto e le indagini

Tutto è avvenuto nella tarda mattinata di ieri. L’uomo poi identificato per Pedone, ha fatto irruzione armato di taglierino e con volto coperto da sciarpa e cappellino all’interno dell’istituto di credito sulla circonvallazione. Riempitosi le tasche con il corposo bottino, è subito fuggito. Si pensava a piedi, in un primo momento, ma si è poi scoperto, invece, che aveva raggiunto la banca con il suo scooter.

Sul posto sono arrivati gli agenti delle volanti e della squadra mobile per raccogliere indizi e iniziare le ricerche. E, per prima cosa, sono stati acquisiti vari filmati di impianti di videosorveglianza. Non solo quelli della banca, ma anche di una farmacia delle vicinanze. Messi a confronto i fotogrammi, si è avuta un precisa ricostruzione dei fatti salienti. Il rapinatore era arrivato e se n’era andato a bordo di uno scooter rosso. E, girando in lungo e in largo dentro Lecce, i poliziotti alla fine hanno scovato in una via del quartiere Stadio uno scooter molto simile a quello immortalato dalle immagini.

Atteso per ore dai poliziotti

pedone ivan-4Così, si sono appostati e l’hanno tenuto d’occhio a lungo. La paziente tattica ha dato i suoi frutti, perché a distanza di alcune ore, di pomeriggio, finalmente si è fatto avanti il proprietario. Volto a loro già ampiamente noto, visto anche che sottoposto ai domiciliari. Già farsi sorprendere fuori di casa, dunque, gli è costato caro. Fermato e perquisito è emerso che pure il casco, custodito nel vano sottosella dello scooter, era identico a quello indossato dal responsabile della rapina.

Già due elementi difficilmente confutabili. E Pedone, a quel punto, è crollato. Iniziando anche, in qualche modo, a collaborare. Ha indicato dove avesse gettato gli indumenti utilizzati per la rapina. Erano in un contenitore per la raccolta differenziata alle spalle della sua abitazione. Il taglierino, però, non c’era. Probabilmente è stato gettato durante la fuga. Nemmeno i soldi c’erano. Già usati per saldare i debiti, ha spiegato.

Di sicuro, Pedone non è nuovo alle rapine. Nell’ottobre del 2012 fu arrestato per un assalto al discount Eurospin di via Cicolella. In quella circostanza non agì da solo, ma con un complice. E fu esploso anche un colpo di pistola in aria, in stile far west, a scopo intimidatorio, visto che il direttore dell’esercizio commerciale aveva anche avuto il coraggio di inseguirli per un tratto. 

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La collaborazione dei cittadini

Durante la conferenza stampa che s'è svolta questa mattina, ha fatto gli onoro di casa il vicario del questore, Nicola Miriello. Il quale ha puntualizzato l'attenzione della polizia per il controllo del territorio, a servizio dei cittadini, ai quali ha richiesto una sempre più stringente collaborazione.

"Lo Stato - ha ricordato - siamo tutti noi. Non solo le forze dell'ordine, ma i cittadini, le associazioni". Ed è importante segnalare sempre movimenti sospetti. Basta una telefonata al 113 e scatta l'intervento. E' grazie a una segnalazione, per esempio, ha ricordato lo stesso vicario, che alla fine di novembre sono stati arrestati due uomini che stavano per introdursi in un appartamento. E, per tutto il periodo, ha assicurato Miriello, i pattugliamenti saranno costanti. 

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