Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Arrestato dopo furto d'auto ubriaco e drogato colleziona tre evasioni dai domiciliari

Michele Serafino, 48enne di Lecce, a fine agosto era stato protagonista di un rocambolesco episodio terminato con uno schianto. Per diverse volte in un mese, s'è allontanato dal suo appartamento. In un'occasione la polizia avvisata dalla sorella, dopo presunti maltrattamenti. Ora è in carcere

LECCE – Ha collezionato denunce per evasione dai domiciliari fin quando, in una sorta di reality del gioco da tavola “Monopoli”, non ha pescato dal mazzo degli imprevisti e delle probabilità la carta più odiata: “Vai direttamente in prigione”. Era in formato agenti delle volanti di polizia. Già per due volte i poliziotti avevano annotato la sua assenza da casa. Alla fine il magistrato di sorveglianza ha stabilito che fosse più consona una cella di Borgo San Nicola. 

Michele Serafino, 48enne di Lecce, era stato protagonista a fine agosto di un rocambolesco episodio: dopo aver rubato una Citroen Picasso, era fuggito lungo la strada statale 16, in direzione di Maglie, salvo schiantarsi contro il guard-rail all’altezza dello svincolo per Castromediano. 

Il perché, è presto detto e l’avrebbero svelato gli accertamenti seguenti: aveva bevuto, risultando in più positivo agli oppiacei. I poliziotti l’avevano raggiunto in breve tempo, fermandolo mentre cercava di scappare a piedi fra le campagne. A metterli sulla pista giusta, lo stesso proprietario del veicolo che aveva notato le fasi finali del furto e scorto bene la via di fuga.

In questi giorni in cui i controlli della questura sono stati intensificati, Serafino ha avuto l’infelice idea di andarsene comunque a spasso in città. Ieri pomeriggio, però, i poliziotti di una volante l’hanno visto procedere a piedi lungo via Giovanni Gentile. Già da lontano, quando ancora non avevano capito chi fosse, hanno notato un atteggiamento circospetto. Di tanto in tanto, si voltava per guardarsi le spalle. Quando si sono avvicinati, hanno subito capito con chi avessero a che fare. Una semplice verifica ha fatto emergere la misura restrittiva ai domiciliari. Andando più a fondo, si è scoperto come nell’arco di meno di un mese si fosse già allontanato da casa in ben due circostanze, per essere sempre scoperto e deferito.

Il 10 ottobre la prima segnalazione, alle 9,45 del mattino, da parte del personale del reparto prevenzione crimine. Gli agenti, in quel caso, non l’avevano trovato nell’appartamento durante un controllo di routine alle persone sottoposte alla misura restrittiva dei domiciliari. La seconda, il 20 ottobre, questa volta di pomeriggio. Alle 17.10 la telefonata al 113 della sorella, con cui coabita. A suo dire, aveva subito maltrattamenti dall’uomo e nemmeno per la prima volta. Stanca, aveva quindi deciso di chiedere aiuto. E quando la volante aveva raggiunto il luogo, Michele Serafino era già sparito.

Diramate le ricerche, solo quattro ore più tardi avrebbe fatto rientro in casa. Le violazioni continue alla misura cautelare, aggiunte alla sua pericolosità sociale, sono stati elementi validi per indurre a emettere nei suoi confronti un provvedimento più duro.

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