Cronaca

Arrestato dopo il furto in appartamento, patteggia condanna. A processo complice

Ha patteggiato una condanna a due anni Gianni De Pascalis, il 35enne arrestato ieri dagli agenti di polizia dopo un inseguimento a piedi lungo le vie del quartiere Rudiae-Ferrovia. Il 35enne, giudicato per direttissima, era accusato di furto. Gli agenti lo hanno sorpreso mentre cercava di fuggire da un appartamento

Via dei Basiliani, uno dei luoghi dell'inseguimento.

LECCE – Ha patteggiato una condanna a due anni Gianni De Pascalis, il 35enne arrestato ieri dagli agenti di polizia dopo un inseguimento a piedi lungo le vie del quartiere Rudiae-Ferrovia, da via Bozzi verso via dei Basiliani, fino a via Rossini. Il 35enne, giudicato per direttissima, era accusato di furto. Gli agenti, infatti, lo hanno colto sul fatto mentre cercava di fuggire da un appartamento.

Con sé aveva un perfetto kit da “topo d’appartamento”: un paio di guanti da meccanico (usati probabilmente per non lasciare impronte), un cacciavite di grosse dimensioni (celato all’altezza della schiena e infilato nella cinta dei pantaloni e verosimilmente utilizzato per forzare la finestra ed accedere all’interno dell’abitazione), un apparato ricetrasmittente (walkie-talkie) acceso e  perfettamente funzionante, oltre ad un telefono cellulare Samsung (modello Gt-E1270) completo di SIM.  

Inoltre, nella tasca del giubbotto, la polizia ha trovato il bottino del furto consistente in una custodia per gioielli contenente tre medaglie in bronzo commemorative, un rotolino di carta contenente 30 monete da lire cinque (vecchio conio), un orologio da polso placcato oro, privo di cinturino, marca “Lanco” non funzionante. La refurtiva è stata poi consegnata alla legittima proprietaria.

Ieri pomeriggio gli agenti sono anche risaliti al presunto complice del 35enne. In arresto, su disposizione del pubblico ministero di turno, Giovanni Gagliotta, è finito anche Emilio Capone, 49enne leccese. A lui gli uomini delle volanti sono risaliti grazie al numero di targa dell’autovettura Renault Scenic di colore nero notata nei pressi dell’abitazione svaligiata.

Gli agenti, che avevano annotato il numero di targa, sono risaliti al proprietario, riconosciuto come il soggetto visto poco prima sulla scena del furto. Nell’autovettura erano nascosti arnesi utili allo scasso, una cesoia, un coltello, oltre una torcia, un fischietto e un binocolo. L’uomo, inoltre, ha consegnato ai poliziotti il caricabatteria di una ricetrasmittente che risultava essere della stessa marca “e compatibile con quella in possesso del suo presunto complice. Capone, che ha respinto ogni accusa, sarà processato giovedì prossimo. 

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