Arrestato dopo otto mesi, deve scontare una condanna per violenza sessuale

Un 71enne di Gallipoli si era reso irreperibile dallo scorso gennaio, dopo il pronunciamento della Cassazione, che ha confermato la sentenza di condanna. L'uomo è stato arrestato dagli agenti di polizia

Il commissariato di Gallipoli.

LECCE – Il cerchio si è chiuso a distanza di oltre dieci anni. Sono stati gli agenti del commissariato di polizia di Gallipoli, gli stessi che all’epoca avevano condotto le indagini su una triste storia di molestie e abusi sessuali compiuti, per quasi due anni, su una donna con un grave deficit mentale, ad arrestare Luigi Natali, 71 anni, di Gallipoli. Su di lui pendeva una condanna definitiva a 7 anni e mezzo di reclusione emessa dalla Corte di Cassazione a gennaio scorso. Da allora il 71enne aveva fatto perdere le proprie tracce, lasciando prima la “città bella” e poi l’Italia. Gli investigatori, però, hanno continuato a dargli la caccia, fino all’arresto avvenuto nelle scorse ore. I poliziotti lo hanno intercettato a Gallipoli, dopo un’articolata attività investigativa e lo hanno sorpreso all’interno della propria abitazione mentre tentava di sottrarsi alla cattura con la complicità dei familiari, nascondendosi su un terrazzo.  L’uomo è stato trasferito nella casa circondariale di Lecce.

Secondo l'ipotesi accusatoria e quanto emerso dalle indagini svolte dagli agenti del commissariato di polizia di Gallipoli, Natali, dal 2004 al 2006, ha in più occasioni molestato e compiuto atti di natura sessuale su una donna del posto. L'imputato avrebbe conosciuto la vittima nel negozio di fiori gestito dalla figlia, frequentato dalla ragazza. Dopo aver conquistato la fiducia della ragazza e averla allettata con false promesse, l'uomo ha portato la donna in campagna a bordo della sua auto, per poi violentarla. Gli episodi si sono ripetuti nel tempo, e le violenze sarebbero avvenute anche nel negozio di fiori.

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A dare avvio alle indagini fu la denuncia dei genitori della vittima, che rinvennero nella borsa della figlia dei preservativi. Un ritrovamento allarmante, visto lo status psichico della donna, che spinse la coppia a chiedere spiegazioni alla figlia. L'uomo, secondo l'accusa, inviava la ragazza in farmacia ad acquistare i profilattici con i soldi che la famiglia le dava per comprare fumetti e merendine. Molti, inoltre, i riscontri raccolti dagli inquirenti tra varie persone che in più occasioni hanno visto l’uomo appartarsi in macchina con la ragazza che durante il processo ha riferito, con un racconto dettagliato e ritenuto attendibile dai giudici, le circostanze delle violenze subite.

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