Cronaca

Arrestato il calciatore Andrea Masiello, sospetti anche sul derby Bari-Lecce

L'ex giocatore biancorosso in manette, insieme con due suoi conoscenti, che avrebbero scommesso su varie gare. Nel mirino degli investigatori anche la gara che permise ai salentini di salvarsi. La società: "Totalmente estranei"

BARI – C’è anche il derby Bari-Lecce della scorsa stagione fra le gare finite sotto la lente degli investigatori, nel nuovo filone su calcio scommesse, per il quale all’alba di oggi i carabinieri hanno arrestato il calciatore Andrea Masiello, 25enne, oggi in forza all’Atalanta. Le altre gare sospette dei biancorossi: Palermo-Bari, Bologna-Bari, Bari-Chievo e Bari-Sampdoria, oltre ad un Udinese-Bari del maggio 2010.

Insieme con Masiello, sono finiti agli arresti, per ordine della Procura barese, anche due suoi conoscenti, Fabio Giacobbe e Giovanni Carella, che avrebbero scommesso su alcune gare. I loro nomi, comparirebbero in particolare in alcuni verbali di interrogatorio relativi alla presunta combine di Bologna-Bari del 22 magio 2011, finita 0-4. I due si sarebbero recati nel capoluogo Emiliano, forse per incontrare il difensore Daniele Portanova (che risulta indagato), per tentare con questi un accordo. Una circostanza che sarebbe stata riferita da Masiello agli inquirenti baresi nell'interrogatorio del 24 febbraio scorso davanti al pm della Procura di Bari, Ciro Angelillis, e ai carabinieri del nucleo investigativo. Portanova, nell’occasione, avrebbe però opposto un rifiuto.

L’avvocato Mario Russo Frattasi, che difende i due, però, è di tutt’altro avviso. Giacobbe e Carella si sarebbero recati a Bologna assieme ad un ristoratore indagato, Onofrio De Benedictis, proprietario di un locale a Bari, ma senza alcun intento di truccare la gara, quanto per motivi di affari: cercare un luogo in cui aprire una pizzeria. Masiello avrebbe quindi dato a Giacobbe e Carella il numero di telefono di Portanova, che, da questo punto di vista, sarebbe potuto andargli incontro. Inoltre, sempre secondo il legale difensore, in due indagati, avrebbe fatto in tutto quattro scommesse, tre le hanno perse e una vinta: Udinese-Bari dopo un gol dalla distanza di Almiron. L'accusa per tutti è di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva.
 (fonte: Ansa).

Ma, come detto, c’è anche il derby Bari-Lecce, nel mirino. La gara risale al 5 maggio scorso. I salentini passarono in trasferta e si salvarono. Masiello firmò un clamoroso autogol. Avrebbe intascato, in tutto questo, 300mila euro. "Sono sorpresissimo, il mio pensiero va alla partita per come l'abbiamo vissuta e cosa si è visto in campo”, dice oggi l’ex tecnico del Lecce, Gigi De Canio, ai microfono di Sky Sport24, e le sue parole sono state riprese anche dall’AdnKronos. “L'episodio di Masiello, per quanto sia stato un autogol rocambolesco, fa parte di quelle cose che sono avvenute e avverranno ancora nel calcio, anche in maniera più eclatante. I miei sono solo sentimenti di un uomo che ha vissuto sportivamente quell’esperienza”.

"Ricordo una settimana di grande tensione, si leggeva della tifoseria che era pressante sui giocatori perché vincessero il derby con noi, noi eravamo molto carichi e determinati e avevamo un certo vantaggio sulla Sampdoria”, ha detto ancora De Canio. “Era importante fare risultato a Bari. Fu una settimana molto tesa e una partita molto nervosa. Il loro direttore sportivo promise di mandare tutti in ritiro qualora avessero perso e si vide una gara combattuta e anche l'arbitro ha avuto il suo da fare". 

Arresti calcioscommesse Bari: tra i nomi anche Masiello
LEGGI L'INTERA ORDINANZA DEL GIP

Tra gli ex calciatori biancorossi indagati nell'ambito dell'in chiesta barese ci sono anche il già citato Daniele Portanova, Alessandro Parisi (difensore del  Torino ), Simone Bentivoglio, Marco Rossi, Abdelkader Ghezzal, Marco Esposito, Antonio Bellavista e Nicola Belmonte. Nel registro degli indagati ci sono anche i nomi del factotum barese Angelo Iacovelli, tre ristoratori - Nico De Tullio, Onofrio De Benedictis e Francesco De  Napoli  - ritenuti complici dei calciatori, scommettitori e loro amici: Arianna Pinto, Giovanni Carella, Fabio Giacobbe, lo 'zingaro' Victor Kondic, Leonardo Picci e l'albanese Armand Caca.

“ORMAI SIETE RETROCESSI, PERDETE LE PROSSIME GARE”

Il sistema sarebbe stato piuttosto collaudato, secondo quanto ipotizza la Procura barese. Con il Bari ormai retrocesso matematicamente, diversi ultras si sarebbero avvicinati ai calciatori, imponendo “di perdere le successive partite di campionato in modo da consentire ai tifosi di lucrare anch'essi vincite in denaro, puntando sulla sconfitta dei propri ex beniamini”, come scrive nell’ordinanza il gip di Bari. "Tanto accadeva - annota il giudice - in un clima d’intuibile tensione che sarebbe degenerato in aperta contestazione dei calciatori da parte della tifoseria organizzata in prossimità del successivo derby Bari-Lecce”.

Di questo parla nell'interrogatorio del 27 dicembre 2012 l'ex centrocampista barese Marco Rossi, ora al Cesena. Rossi ha detto agli investigatori che "poco prima della partita Cesena-Bari del 17 aprile 2012, alcuni capi ultrà avevano intimato ai rappresentanti dei giocatori, tra cui il portiere Gillet e lo stesso Andrea Masiello, di perdere le successive due partite di campionato, ovvero Cesena-Bari e Bari-Sampdoria, in quanto avevano essi stessi scommesso sulla sconfitta del Bari". "Nonostante le nemmeno tanto velate minacce - rileva il gip - i giocatori tuttavia avevano deciso - a dire di Marco Rossi - di non aderire alle richieste dei tifosi".

L’attuale portiere del Bologna e all’epica capitano dei biancorossi, Jean Francois Gillet, ora al Bologna, avrebbe però respinto le minacce. Lo stesso Gillet avrebbe fatto i nomi di tre capi ultras. “E’ il Pprimo tassello di un'indagine molto articolata”, ha commentato il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, nel corso di una conferenza stampa sugli sviluppi dell'inchiesta. Sono tre i filoni d'indagine su cui si sta concentrando la Procura di Bari, coordinati insieme ai pm Ciro Angelillis e Giuseppe Dentamaro, nati da un segnalazione sulla partita di Coppa Italia Bari-Livorno del primo dicembre 2010 finita 4-1, in cui si registrò un anomalo flusso di scommesse tra il primo e il secondo tempo.

Il primo filone riguarda il ruolo di alcuni calciatori, definiti da Laudati "infedeli". "L'infedeltà di qualcuno - ha commentato - non inficia però il sistema del calcio italiano che è sano". Poi c'é un filone relativo alle infiltrazioni degli scommettitori esteri. Infine il terzo "per noi più rilevante" ha detto ancora Laudati, "è il ruolo della criminalità organizzata nel sistema scommesse". 

La criminalità organizzata - ha proseguito il procuratore - ha scoperto da molto tempo il mondo delle scommesse, soprattutto quelle giocate all'estero" anche per una facilità nel riciclare denaro. "Il nostro filone - ha detto il procuratore - riguarda solo le partite del Bari e le pressioni e interferenze sul nostro territorio per quanto riguarda il rapporto tra scommesse e risultato sportivo". "Questo sistema, per quanto riguarda Bari - ha sottolineato Laudati - è presente da tempo. Ricordo i sequestri di agenzie di scommesse a clan locali". Le indagini si sono basate sui flussi dei traffici telefonici, sugli accertamenti patrimoniali, sulle registrazioni dei nominativi per le scommesse che superano certi importi secondo la normativa antiriciclaggio. "Questo è il motivo per cui molte scommesse - ha concluso - vengono fatte all'estero, per aggirare il sistema delle identificazioni". 

"Abbiamo fatto indagini su molte partite, ma abbiamo inserito in questi provvedimenti le partite che, dopo gli accertamenti patrimoniali, documentali, gli esami testimoniali, le contestazioni alle persone indagate e le ammissioni, ci sono sembrate significative di come funzionava il sistema", ha proseguito il procuratore  Laudati, annunciando che sono in corso accertamenti su un possibile coinvolgimento delle società calcistiche. "Intendiamo procedere per tranche, per singoli episodi giudiziari - ha spiegato - e al termine di ognuno trasmetteremo gli atti alla Procura federale per le attività proprie". Laudati ha poi riferito particolari delle partite contestate nell'ordinanza. Sul derby Bari-Lecce del 15 maggio 2011, terminata col risultato di 0-2, le indagini avrebbero consentito di accertare assegni consegnati in garanzia prima della partita, cambiati in denaro contante a seguito del risultato. "L'unica partita - ha detto Laudati - su cui non ci sono state scommesse anomalie". (Fonte: Ansa)

Solo in serata è giunto un breve comunicato dell'Us Lecce pubblicato sul sito ufficiale. "L'U.S. Lecce, in merito alle ultime notizie apparse in data odierna sugli organi di informazione riguardanti il calcio scommesse, si dichiara completamente estranea ai fatti e auspica che quanto prima possa essere fatta piena luce sull'intera vicenda e nello stesso tempo si mette a dispozione degli inquirenti per qualsiasi chiarimento".



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