Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Arrestato Lorenzo Arseni, latitante da un mese: era ricercato per l'omicidio del bodyguard

I carabinieri del nucleo investigativo lo hanno scovato nel brindisino, nascosto con moglie e figlia. Il 47enne, originario di San Cesario di Lecce, è accusato di aver ucciso Gianfranco Zuccaro, la mattina del 7 luglio, con tre colpi di pistola calibro 7.65

Via Manno, il cadavere di Gianfranco Zuccaro riverso per terra.

LECCE – La latitanza di Lorenzo Arseni è terminata in provincia di Brindisi. L’uomo, che già nel 1992 aveva fatto perdere le sue tracce per fatti di droga, era ricercato da circa un mese per l’omicidio di Gianfranco Zuccaro, avvenuto la mattina del 7 luglio nel centro di San Casario di Lecce, paese natale del presunto killer e della vittima. I dettagli della sua cattura, alla quale ha lavorato il nucleo investigativo dei carabinieri, guidato dal capitano Biagio Marro, non sono ancora noti. I dettagli saranno illustrati, con ogni probabilità, domani mattina (sabato) nel corso di una conferenza stampa.

Le telecamere della pasticceria “Natale”, davanti alla quale è stato consumato il delitto, ripresero i due nel bel mezzo di una animata discussione. Visionando fotogramma per fotogramma quella lite, gli inquirenti si sono convinti da subito di essere alle prese con il 47enne, di cui il 18 luglio sono state trovate due automobili, a San Cataldo: una Bmw 320 e una Mercedes Clk Coupè. E la prima, secondo gli investigatori, sarebbe stata quella usata per allontanarsi dal luogo dell’omicidio. I rilievi condotti su quella vettura, hanno indotto a pensare che la marina leccese possa essere stata una delle prime tappe di Arseni dopo l’efferato crimine e che proprio da lì possa essere iniziata la sua latitanza, durante la quale avrebbe avuto al suo fianco la moglie e la figlia.

Lorenzo Arseni-2Zuccaro, 37anni, di professione bosdyguard morì dopo essersi trascinato per alcuni metri per le ferite causate da tre colpi di pistola calibro 7.65, che gli trapassarono il fegato ed un polmone. Nell’ottobre del 2012 ignoti diedero alle fiamme il portone della sua abitazione, finendo anche per danneggiare l’auto della sorella. Nei giorni successivi alla sua morte i carabinieri ritrovarono una mitraglietta Skorpion ed una pistola. Entrambe le armi sarebbero riconducibili proprio a lui: la prima era in casa di un conoscente, a Lecce, la seconda, invece, nella sua abitazione.  

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