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Cronaca

Arrestato per maltrattamenti, l’accusa non regge: assolto, torna in libertà

Emessa la sentenza nei riguardi del 66enne di Lecce arrestato lo scorso 5 gennaio per soprusi ai danni della donna con cui conviveva. Attualmente era ai domiciliari col braccialetto elettronico

LECCE - Era finito dietro le sbarre lo scorso 5 gennaio con l’accusa di  aver reso un incubo la vita della donna con cui aveva una relazione, durante il periodo della convivenza, dal  18 aprile del 2023 fino al successivo 30 dicembre. Ma gli addebiti a carico di V.P., 66enne leccese, non hanno trovato riscontri nel processo e il verdetto è stato di assoluzione con la formula perché il fatto non sussiste.

A emettere la sentenza è stato ieri il giudice della prima sezione penale del tribunale di Lecce Fabrizio Malagnino, al quale la pubblica accusa, rappresentata dalla sostituta procuratrice Rosaria Petrolo, aveva invocato la pena di tre anni di reclusione.

Stando alle carte dell’inchiesta, l’imputato avrebbe negato alla convivente qualsiasi forma di vita sociale, controllando ogni suo spostamento, impedendole di uscire da sola, di parlare al telefono anche con i suoi familiari, controllando la messaggistica whatsapp, e arrivando persino a chiudere a chiave la porta di ingresso e a imporle di lasciare aperta quella del bagno.

Oltre alla violenza psicologica, ci sarebbe stata anche quella fisica. E le aggressioni, spesso dovute al rifiuto della malcapitata di concedersi sessualmente.

Le motivazioni non sono ancora note, ma di certo a pesare nella decisione del giudice sono state le contraddizioni emerse durante l’ascolto della persona offesa che avrebbero così accreditato la tesi difensiva  sostenuta dagli avvocati difensori Paolo Cantelmo e Rocco Rizzello.

A seguito della sentenza, l’uomo, che si trovava ai domiciliari con braccialetto elettronico, è tornato in libertà.

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