Cronaca

Su arsenale trovato a dicembre le impronte di due salentini: uno è in carcere

Paolo Guadadiello, originario di Lecce e Marco Maggio di Trepuzzi, arrestati dai carabinieri di Torchiarolo. Le loro tracce su decine di armi rinvenute in casa di un ex artigiano

Parte dell'arsenale sul quale sono state trovate le impronte

TORCHIAROLO (Brindisi) – Fatali quelle impronte digitali sull’intero arsenale trovato mesi addietro e in due sono finiti in manette: sono entrambi salentini e nomi noti alle cronache. Si tratta di Paolo Guadadiello, il 29enne leccese residente a Torchiarolo, e di Marco Maggio, 26enne di Trepuzzi, ritenuti vicini agli ambienti della Sacra corona unita. Armi e munizioni sono state, infatti, rinvenute nell’abitazione di un ex artigiano 56enne del comune brindisino, Nicola Del Vecchio, dai carabinieri della stazione locale. Questi ultimi hanno arrestato all’alba i due salentini, su disposizione del gip del Tribunale di Brindisi, Maurizio Saso, a seguito dell’attività investigativa condotta dai militari dell’arma della compagnia di Brindisi, guidata dal capitano Luca Morrone.

GUADADIELLO Paolo, classe 1987-3Le indagini erano state avviate già a partire dal mese di novembre scorso, dopo l’esplosione di una bomba carta lanciata sull’auto di un carabiniere in servizio presso la caserma di Torchiarolo, immediatamente dopo il sequestro dell’arsenale. Il 56enne, ex artigiano, che il 18 novembre fu trovato in possesso delle armi, ha intanto patteggiato una condanna a 4 anni di reclusione, per il ritrovamento di un Kalashnikov calibro 7,62, dotato di caricatore, una pistola Beretta modello 92 sb dotata di caricatore e matricola abrasa, una pistola modello Zastava calibro 9 parabellum, dotata di caricatore.

MAGGIO Marco, classe 1990-3E poi ancora, una pistola semiautomatica calibro 7,65 modello Rr- 51, dotata di caricatore, con matricola abrasa, pistola semiautomatica calibro 9x21 modello Mauser, dotata di caricatore, 283 colpi calibro 7,62 per Kalashnikov, 162 colpi di vari calibri per arma corta. L’uomo fu arrestato e le armi furono tutte inviate al Reparto investigazioni scientifiche di Roma per essere sottoposte a verifiche più approfondite nei laboratori dell’Arma. Su tutte sono state trovate le impronte di Marco Maggio, attraverso ulteriori indagini si è giunti, infine, anche a Guadadiello.

 A quest’ultimo, destinatario di alcune intimidazioni nel 2013 e coinbolto in maniera marginale nel blitz "Cinemastore", l’ordinanza è stata notificata nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, dove si trova recluso dal 29 dicembre. A lui è stato imputato il tentato omicidio di Antonio Rizzello, che viaggiava assieme alla compagna incinta e a due bimbi piccoli, e il reato di estorsione aggravata con metodo mafioso. L’attività investigativa non è ancora conclusa e proseguirà per chiarire se l’ordigno piazzato nei pressi della caserma sia collegato effettivamente con il sequestro dell’arsenale e se quelle armi siano state impiegate per atti criminali recenti. Saranno ulteriori accertamenti a stabilirlo, confidando di poter anche chiarire del tutto la provenienza di quell’arsenale.

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