Cronaca

Assalti con il gas ai bancomat delle tre province. Fermata la banda, cinque arresti

E' scattata questa mattina l'operazione eseguita dai carabinieri di Monteiasi, nella quale sono finiti in manette i presunti responsabili di colpi, messi a segno tra Brindisi, Taranto e Lecce. Tutti noti alle forze dell'ordine, erano soliti agire come i contrabbandieri degli anni Novanta. I militari hanno rinvenuto il kit per far esplodere gli sportelli di banche e poste

L'ufficio postale di Collepasso, uno degli sportelli presi di mira

MONTEIASI (Taranto) – A "saltare", questa volta, sono stati i loro piani. Sono quasi tutti residenti a Ceglie Messapica, nel brindisino i cinque componenti di una banda, arrestati questa mattina perché ritenuti gli autori di diversi furti ai danni di sportelli bancomat, messi a segno tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto.  Si tratta di Pietro Leone, 40enne, Oronzo D’Urso, 33enne, Francesco Barnaba, di 37 anni, Gianluca Giosa, l’unico originario di Brindisi e, infine, di Cosimo De Rinaldis, 30enne nato ad Asti e poi trasferito nella cittadina.

Fermati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Brindisi e Taranto, con la collaborazione del Nucleo operativo e radiomobile di Francavlilla Fontana e Fasano, le manette sono scattate a Monteiasi, nella provincia ionica. I cinque arrestati sono tutti gravati da precedenti penali specifici e ritenuti gli autori dei colpi messi a segno nel corso degli ultimi mesi, attraverso l’insufflaggio di una miscela gassosa esplosiva che, innescata attraverso una scarica elettrica, ha divelto in più occasioni il deposito dei contanti di banche e uffici postali. 

Nel Salento sono almeno tre i colpi di cui potrebbero essere i responsabili. Il primo è stato registrato a fine aprile a Cavallino, ai danni dell’istituto di credito “BancApulia”, al centro del comune messapico. In tre, con il volto coperto da passamontagna, riempirono di gas le fessure ai lati dello sportello, per poi utilizzare la fiamma. La deflagrazione fu immediata e i ladri risucirono ad asportare il bottino, per poi fuggire a bordo di un’Audi A6 station wagon, di colore nero, ripresa dalle videocamere assieme ad una Maserati, che si aggirava nei paraggi al momento dell’accaduto.

Un paio di mesi successivi, la notte  a cavallo tra l’8 e il 9 giugno, fu la volta dell’ufficio postale di via Dante Alighieri, a Salice Salentino. Saturate di gas le fessure dello sportello, i malviventi utilizzarono un cavo elettrico come innesco. A cadere furono soltanto calcinacci dalla parete. La cassaforte, invece, ha retto all’urto e la banda dovette allontanarsi a mani vuote. Ma il giorno seguente l’ennesimo colpo tentato ebbe sorti ancora peggiori. Sempre di notte, nel mirino dei malviventi finirono le  poste di Collepasso. Gas, miccia e poi detonazione. Ma le banconote presero fuoco e un bottino, di almeno 20mila euro, andò letteralmente “in fumo”.

Un’auto utilizzata certamente per la maggior parte degli episodi, sarebbe una Bmw X6, risultata rubata a Varese. Il veicolo era da tempo monitorato dai carabinieri di Brindisi che, e ora è finito sotto sequestro. Nel corso dell’operazione, sono state sequestrate anche tre autovetture rubate, dotate di targhe sottratte ad altri mezzi, e tutta l’attrezzatura necessari per insufflare il gas negli sportelli. Caratteristica balzata agli occhi degli investigatori è la l’abitudine, da parte della banda, di realizzare una blindatura artigianale a  protezione dei sedili posteriori delle auto. Una tecnica consolidata nei contrabbandieri brindisini. Così come quella di spargere, durante la fuga, chiodi a tre punte per squarciare le ruote deli veicoli delle forze dell’ordine.

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