Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Perseguitano la madre per denaro. Lei denuncia e li fa arrestare

Un ragazzo di 22 anni e suo fratello, 21enne, sono finiti in cella questa mattina. A partire dai mesi estivi, hanno perseguitato la donna, estorcendole denaro e rubando nella casa di famiglia. Numerosi i reati commessi in concorso

La compagnia di Campi Salentina

CAMPI SALENTINA - La storia, per quanto drammatica, ha avuto un epilogo. Altrettanto triste. Due ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip del Tribunale di Lecce, nei confronti di due fratelli, nullafacenti e tossicodipendenti, già noti alle forze dell'ordine, nati e cresciuti a Campi Salentina.

Andrea Guerrieri, di 22 anni, e suo fratello Gianni, più giovane di un anno erano stati coinvolti nelle indagini, partite da una denuncia presentata dalla loro madre. Sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri della compagnia locale, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica,  Giovanni De Palma, per i reati, commessi in concorso, di estorsione aggravata e continuata, rapina aggravata, furto in abitazione, furto aggravato, indebito utilizzo di carta di pagamento.

Il 30 agosto scorso, esausta per i continui furti, commessi anche ai danni della nonna, e accompagnati da minacce, maltrattamenti e violenza, la madre si è presentata in caserma e ha raccontato una storia molto triste. La droga ha trasformato i figli in due famelici cercatori di soldi, o di preziosi da monetizzare con facilità. Ha raccontato di aver visto passare sotto i suoi occhi merce di ogni tipo: ori, elettrodomestici, biciclette, motociclette, e persino oggetti sacri. 

Sui fatti penalmente rilevanti riportati dalla donna, i carabinieri si sono subito messi alla ricerca delle prove. Diversi testimoni hanno confermato la condizione di totale costrizione della vittima, reclusa in casa a seguito di continue botte e minacce, oggetto di sempre crescenti richieste di somme di denaro, per migliaia di euro, sottratti alla propria madre persino in una via pubblica.

In un’altra occasione, i figli aguzzini le hanno sottratto la carta “Bancoposta” per effettuare di nascosto un prelievo di 500 euro: ma il sistema di videosorveglianza li ha ripresi. Ancora, la donna ha raccontato di averli visti pochi giorni prima del 30 agosto in sella a uno scooter di cui non aveva alcuna notizia, e alla domanda, preoccupata, su chi fosse il proprietario, i due fratelli le hanno risposto con sincerità: lo avevano rubato poco prima.

Il ciclomotore è stato trovato pochi giorni dopo dai carabinieri in un casolare dove sono stati visti aggirarsi i fratelli: nel vano posto sotto il sedile erano custoditi anche degli oggetti d’argento rubati dall’abitazione dello stesso titolare del mezzo. Con lo stesso orgoglio, infine, il 31 luglio, i figli avevano mostrato alla madre degli oggetti sacri rubati nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Campi Salentina: un portaincenso,  un ostensorio e  un instrumentum pacis, tutti in argento. Gli oggetti erano stati “miracolosamente” ritrovati dal vicario del vescovo, don Fernando Filograna, pochi giorni dopo, nei pressi del piazzale del Duomo di Lecce, sotto un’autovettura, avvolti in un particolare sacchetto di colore rosso.

Probabilmente i fratelli l’avevano nascosto in attesa di trovare dei ricettatori. Un carabiniere ha avuto in merito un'intuizione: si è ricordato che nelle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza, uno dei due fratelli aveva in mano proprio quel sacchetto rosso. Anche in questo caso il racconto della madre, oggettivamente riscontrato, ha dimostrato tutta la sua attendibilità. I due sono stati condotti presso il carcere Borgo San Nicola di Lecce.

 

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