Cronaca

Colpi a raffica nelle case, quattro donne fermate: una scampa all'arresto perché incinta

Soltanto ieri, dentro Tricase, tre furti eseguiti, ma le vittima hanno riconosciuto e segnalato ai carabinieri le autrici, donne croate. In tutta la zona, negli ultimi giorni, sono stati segnalati diversi episodi. Trovati in auto, una Lancia Musa, arnesi per lo scasso. Colpivano soprattutto anziani

Abitazioni in centro a Tricase.

TRICASE – In auto avevano arnesi per lo scasso, e i carabinieri, durante le perquisizioni, hanno trovato anche mazzi di chiavi false per spalancare le porte di quegli appartamenti i cui proprietari fossero assenti al momento della loro entrata in scena.

In realtà, sembra che non sempre se ne servissero. Piuttosto, come tecnica, quattro donne di nazionalità croata, pare adottassero quella della parlantina. Le scuse più varie, inventate sul momento. Ad esempio, il pretesto di consegnare un pacchetto per conto di qualche parente. Tanto più che le vittime predestinate erano soprattutto persone anziane, meglio se di età molto avanzata. Ed è così che il raggiro diventava molto più semplice.

Da quanto tempo agissero Rubinka Gojic45enne, Giulia Gurgevic 32enneElisabetta Nikolic, 29enneSuzana Konovalov28enne, non è dato saperlo. Però, nel centro abitato di Tricase e circondario, sono stati diversi nel tempo i furti in abitazioni segnalati dai malcapitati di turno. In qualche caso, i carabinieri, in sede d’indagine, hanno persino appreso di “colpi” eseguiti senza che fosse stata presentata una denuncia. Più di qualcuno ha manifestato vergogna per essere stato raggirato.     

Reato spregevole, quello del furto nelle abitazioni, e ora si spera che sia tornata un po’ di serenità, dopo i tre arresti e la denuncia eseguiti ieri. In un caso, quello della 28enne, le manette non sono scattate perché la donna è in stato interessante. Risponde però con le complici di furto aggravato in concorso.

Le quattro donne sono state fermate dai carabinieri dell’aliquota radiomobile compagnia locale, proprio grazie alla segnalazione di alcuni cittadini. L’auto vista più volte sulla scena di furti è una Lancia Musa. Quando è stata perquisita, con l’abitacolo messo sottosopra, ecco che sono spuntati gli attrezzi, ma anche contanti per oltre mille euro, soldi probabilmente appena sottratti.

Solo ieri, ben tre i casi scoperti, e tutti dentro Tricase. Uno ai danni di un 77enne, avvenuto verso mezzogiorno; gli altri due consumati in precedenza nei confronti di donne di 82 e 58 anni.

Nello specifico, mentre Giulia Gurgevic ed Elisabetta Nikolic sono state colte in flagranza, mentre uscivano dall’abitazione del primo pensionato, negli altri due casi sono state riconosciute dalle vittime, che hanno subito il furto di soldi ed oggetti preziosi, il cui valore è da quantificare, ma comunque nell’ordine di qualche migliaio di euro.

Gli approfondimenti, attraverso le impronte digitali, hanno fatto emergere anche le diverse generalità con cui le donne erano già note alle forze di polizia. I cosiddetti “alias”. Per le prime tre, si è disposto il trasferimento in carcere, che la quarta ha evitato perché incinta. Le indagini sono però ancora in corso, proprio per stabilire con certezza se siano le autrici di altri furti avvenuti nei giorni precedenti. Nel frattempo, questa mattina, s'è svolto il processo per direttissima. Sono state condannate a dieci mesi e 300 euro di multa, come da richieste del pm Francesca Miglietta, e domani saranno trasferite a Roma, dove trascorreranno il periodo di detenzione ai domiciliari. 

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