Cronaca Contrada Carli

Accoltellamento, preso autore. La vittima finisce nei guai per droga

L'uomo è stato ritenuto il presunto responsabile dell'episodio in cui è rimasto ferito l'agricoltore di Squinzano. Quest'ultimo, intanto, è finito in manette in seguito al rinvenimento di 40 grammi di cocaina nella sua abitazione

Il luogo dell'accoltellamento di sabato pomeriggio

SQUINZANO - Alla rapidità del gesto, efferato, è seguita la prontezza degli investigatori. A neppure ventiquattro ore di distanza dall'accoltellamento  finito, nel pomeriggio di ieri, intorno alle 18, con la corsa in ospedale di Luca Greco - originario di Squinzano, già noto alle forze dell'ordine e sottoposto al regime di sorveglianza speciale -  i carabinieri della compagnia di Campi Salentina hanno tratto in arresto il presunto responsabile. Si tratta di Marino Manca, coetaneo di Greco e suo concittadino, rintracciato alle 23 di sabato, che ora dovrà rispondere dell'accusa di tentato omicidio. L'uomo è già noto alle forze dell'ordine per  alcuni reati legati alla detenzione di droga e lesioni personali.

L'agricoltore, nel corso della violenta lite, è stato raggiunto da numerosi fendenti al corpo - quattro, forse cinque -  riportando ferite alle braccia e al capo. I colpi dell'aggressore non gli hanno neppure risparmiato una lesione al polmone, tanto da rendere necessario un intervento chirurgico, presso l'ospedale "Vito Fazzi" e la dichiarazione di prognosi riservata. L'uomo, in passato, era già stato coinvolto in vicende giudiziarie, per un  tentato omicidio: aveva esploso alcuni colpi di fucile contro alcuni cacciatori, che si aggiravano nei pressi della sua proprietà.

 I contorni della vicenda, che si sono delineati nel corso delle ore, hanno visto un colpo di scena: la stessa vittima è finita in manette. All'interno della sua masseria, in contrada Carli, i militari dell'Arma hanno infatti rinvenuto un quantitativo di cocaina purissima di circa 40 grammi. Ora è piantonato dai militari, nel reparto di Rianimazione del nosocomio leccese.

Il rinvenimento della sostanza  ha aperto, agli occhi degli investigatori, uno scenario piuttosto nitido: secondo una prima ipotesi, tra i due quarantenni, e forse anche alla presenza di un terzo individuo, sarebbe avvenuto un incontro, presumibilmente finalizzato ad alcuni accordi economici. Forse per convergere su un  pagamento. O per dirimere uno screzio  legato allo smercio della sostanza stupefacente. Dalla serie di indizi rilevati sul campo, i carabinieri hanno raggiunto Manca, ritenendo la sua figura una chiave di volta per la risoluzione della complessa vicenda.

Lo hanno rintracciato presso la sua abitazione, in serata: sulle braccia, segni inequivocabili di una colluttazione recente. Ferite che l'uomo di era fatto medicare e refertare, spacciandole come conseguenze di una caduta. In attesa degli interrogatori di garanzia, previsti nelle prossime ore, i militari stanno proseguendo con indagini a tutto spiano, per chiarire più dettagliatamente l'accaduto. Greco e l'aggressore si trovavano nella cucina della masseria quando è scoppiata la lite, come accertato dai primi rilievi. Le tracce ematiche erano state rinvenute dai carabinieri della scientifica di Lecce in più parti dei locali, poiché la stessa vittima era stata in grado di trascinarsi all'esterno, alcuni istanti successivi all'aggressione. L'arma usata, presumibilmente un coltello, non è ancora stata intercettata.

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