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Un fotogramma che ha incastrato i due.

Un fotogramma che ha incastrato i due.

Colpo nel market in piena emergenza Covid: incastrati presunti rapinatori

In manette, nelle ultime ore, un 24enne e l’amico 25enne. Sono ritenuti gli autori della rapina messa a segno alla Coop di Monteroni di Lecce la sera del 7 aprile

MONTERONI  DI LECCE – Hanno messo a segno una rapina ai danni del supermercato “Coop”  di Monteroni di Lecce, in piena emergenza Covid: identificati e arrestati i presunti responsabili. Salvatore Saracino, 24enne di Taurisano noto alle forze dell'ordine ed Emanuele Antonio Genovesi, incensurato, più anziano di un anno e residente nella cittadina in cui ha sede il market, sono stati infatti fermati dai carabinieri nelle ultime ore. Rispondono delle accuse di rapina aggravata, porto e detenzione di arma da sparo in concorso.

I militari della task force reati predatori della sezione operativa della compagnia di Lecce (in quest'indagine coadiuviati dalla stazione di Monteroni), guidata dal capitano Valentino Adinolfi, hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei due giovani amici, su disposizione del gip del Tribunale leccese. Questi ultimi, secondo i riscontri investigativi, sarebbero i responsabili del colpo messo a segno lo scorso 7 aprile, nel market di via Tagliamento, in una settimana in cui si erano susseguiti diversi episodi simili, in quella stessa zona e sempre ai danni di esercizi commerciali.RAPINA 2-2-2

Poco prima dell’ora di chiusura, la coppia avrebbe fatto irruzione nel supermercato del Gruppo Mello, coprendo i rispettivi volti con delle sciarpe e le mascherine che, proprio nei giorni clou dell’emergenza, non destavano alcun sospetto. Uno dei due rapinatori, Saracino, ha impugnato la pistola, puntandola contro la commessa. La vittima, sotto la minaccia dell’arma, ha consegnato l’incasso di circa mille euro. Sono poi fuggiti a bordo di una Matz Chevrolet, condotta dal 25enne, dileguandosi lungo le vie della zona.

L'attività di indagine, avviata quella stessa sera dal personale dell'Arma, si è basata sulle registrazioni fornite dai sistemi di videosorveglianza e sulle testimonianze di alcuni cittadini. Al termine delle formalità di rito, Saracino è stato condotto nel carcere del capoluogo salentino, mentre l'amico ristretto ai domiciliari presso la sua stessa abitazione. I due sono difesi dall'avvocato Massimo Bellini.

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