Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Rapina con fucile in salumeria: Whatsapp incastra anche due presunti complici

Un 43enne e un 37enne di Lequile arrestati nelle ultime ore dai carabinieri: assieme a un 34enne fermato a giugno sono ritenuti gli autori del colpo del 29 aprile 2020

Uno dei rapinatori in azione.

LECCE – Dopo l’arresto di uno dei rapinatori a giugno, scattano le manette anche per i due presunti complici. Il violento episodio in una salumeria di Lequile, nel pieno dello scorso lockdown, poi l’incendio del veicolo utilizzato poco dopo, alle porte di Lecce. Nella mattinata di oggi i carabinieri della sezione operativa della compagnia leccese e i colleghi di San Pietro in Lama hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due individui di Lequile. Foto auto utilizzata-2

Si tratta di Simone Luperto, 43enne e di Andrea Mancarella di 38, ritenuti entrambi responsabili dei reati di rapina aggravata, porto illegale di arma alterata, ricettazione e danneggiamento seguito da incendio. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Lecce Sergio Mario Tosi, su richiesta del pubblico ministero, Simona Rizzo.

La misura giunge al termine di un’indagine coordinata dalla Procura e avviata nell’aprile dell’anno scorso dai militari del capoluogo salentino. La sera del 29 aprile, infatti, il complice dei due Giuseppe Caputo (poi fermato la scorsa estate), si era presentato nei locali della rivendita “Tondo”, nei pressi di Largo Castello, intorno all’ora di chiusura serale. Col in volto reso irriconoscibile e armato di un fucile a canne mozze, avrebbe costretto il titolare a consegnare la somma di mille e 500 euro custodita nel registratore di cassa, scappando poi a bordo di un auto, risultata rubata.

Il veicolo, una Fiat Punto, era stato rinvenuto nella tarda serata di quella stessa sera, completamente distrutta dalle fiamme in via Copertino a Lecce, nelle vicinanze dell’istituto “Presta Columella”. Dopo un paio di mesi di intensa attività investigativa, il personale dell’Arma aveva inchiodato Caputo, un 34enne leccese, ritenuto l’esecutore materiale di quella rapina. Gli ulteriori accertamenti dei mesi successivi hanno poi consentito l’identificazione degli altri due. Tramite le intercettazioni e le chat del cellulare, in particolar modo, gli inquirenti sono riusciti a risalire  ai due indagati: questi si trovano ora agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni di Lequile, come stabilito dalla procura.

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