Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

In quattro rapinarono gioielliere e market. Incastrati da una federa, tornano in carcere

Sono finiti nuovamente a Borgo San Nicola i ragazzi di Copertino, arrestati a fine maggio con l'accusa di associazione a delinquere, finalizzata alle rapine messe a segno all'inizio dell'anno. Scarcerati per un vizio di forma, sono stati trovati con la stoffa utilizzata per incappucciare una vittima

La tenenza dei carabinieri di Copertino

COPERTINO – Dopo l'arresto erano stati scarcerati. Eppure, questa mattina, hanno fatto ritorno presso l’istituto penitenziario all’ingresso di Lecce. Gianluca Calabrese e Andrea Riccardo Frisenda, entrambi 27enni, Mirko D’Adamo, 26enne e il coetaneo Cosimo Salvatore Suppressa sono stati infatti raggiunti presso le rispettive abitazioni di Copertino, dai carabinieri della tenenza locale.

I militari dell’Arma, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Gallipoli, hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte da gip del Tribunale di Lecce, Annalisa De Benedictis. Dopo gli arresti dello scorso 23 maggio, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alle rapine e, per alcuni di loro, anche quelle di sequestro di persona, concorso in rapina aggravata con uso delle armi, detenzione e porto di pistola, violenza privata, furto di autovettura, incendio ed altro in danno di commercianti e di privati cittadini, per loro è scattato nuovamente il provvedimento.

A causa di un vizio di forma, il Tribunale del Riesame aveva ordinato, pochi giorni dopo l'operazione, la scarcerazione. I militari di Copertino, intanto, hanno proceduto a ricercare nuovi elementi indiziari a carico dei quattro ragazzi, fino a confermare sospetti e ipotesi accusatorie. Attraverso indagini accurate e al rinvenimento di una federa simile a quella utilizzata per tenere in ostaggio una delle vittime, un gioiellere, gli investigatori hanno richiesto al gip le nuove ordinanze di custodia cautelare presso l’istituto penitenziario, poi eseguite all’alba.

Tutto cominciò con una rapina, consumata il 9 gennaio 2013, all’interno dei locali  di un discount di via Casole, a Copertino, alla quale ne seguì una seconda, il 5 febbraio, ai danni di una gioielleria della cittadina. In entrambi i casi, armati di pistola, i componenti della banda avevano minacciato i titolari dei due esercizi, obbligandoli a consegnare l’incasso e i gioielli, rimediando un bottino totale, nel giro di meno di un mese, di circa 50mila euro. In particolare, il titolare della gioielleria "De Lumè", di piazza Venturi, fu addirittura tamponato dai malviventi che, a bordo di un'Audi A6, attorno alle 20,30, e si ritrovò così costretto a scendere dall'auto per poi ritrovarsi faccia a faccia con i propri aggressori. Tutti con il volto coperto, lo obbligarono a montare sul veicolo, facendosi condurre direttamente nella gioielleria da rapinare.

Fu attraverso la visione dei filmati dell’impianto di sicurezza se i militari della tenenza copertinese riuscirono, guidati dal comandante di compagnia,  il capitano Michele Maselli, riuscirono ad incastrare i quattro ragazzi, per giunta sorpresi anche grazie all’analisi dei tabulati telefonici, i quali accertarono la presenza nei pressi del supermercato e della rivendita di preziosi nelle ore dei colpi.

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