Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Droga nel nord Salento, scatta l’operazione “Staffetta”: nove arresti tra i 32 indagati

Gli individui fermati a Squinzano, Trepuzzi e Campi Salentina sono ritenuti vicini a un gruppo riconducbile ad Alessio Fortunato: fu coinvolto, poi assolto, nel 2014 durante l'attività "Vortice-Dejà-vu" del Ros e del Nucleo investigativo

Un momento della conferenza stampa.

LECCE – Una sorta di effetto “Serendipity”: i carabinieri davano la caccia a un pericoloso latitante, ma si sono imbattuti in ciò che non stavano cercando. Indagavano, infatti, sulla fuga dell’evaso Fabio Perrone  detto “Triglietta” nei mesi addietro, prima dell’arresto del  9 gennaio, ma hanno stanato una rete, capillare, specializzata nello spaccio di cocaina ed eroina nel nord Salento. Un’associazione a delinquere tanto organizzata da non avere nulla da invidiare a un franchising.  Nove dei 32 indagati sono finiti in manette: tanti gli individui raggiunti dall’ordine di carcerazione, a partire dalle prime ore di questa mattina, dai carabinieri del Nucleo investigativo e del reparto operativo di Lecce. Sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di stupefacenti. Nell’ambito dell’indagine, gli inquirenti hanno orientato il proprio zoom investigativo sul gruppo attivo nel triangolo composto dai comuni di Squinzano, Trepuzzi  e Campi Salentina. Si tratta di Alessio Fortunato, di 33 anni, già detenuto nell’istituto penitenziario leccese; Marco Maddalo, 32enne; Georgia Bagordo, di 21 anni, compagna di uno degli arrestati, ristretta ai domiciliari perché all'ottavo mese di gravidanza; Alberto Mangeli, di 50 anni; Fabrizio Mangeli, di 48 anni; Fausto Poso, 32enne; Marco Rapanà, di 29 anni; Raffaele Rapanà, di 23 anni e, infine, Emilio Scozzi, 24enne.

I membri di questa organizzazione sono ritenuti inseriti nel contesto della criminalità organizzata, riconducibile ad Alessio Fortunato, il 33enne di Squinzano (attualmente detenuto per estorsione aggravata dal mese di marzo, e coinvolto nell'operazione Vortice- Dejà-vu del 2014, per poi essere assolto) e noto perché ritenuto vicino al clan “Notaro” della Sacra corona unita, attivo a Squinzano. Il nome dell’operazione trae spunto dal modus operandi del gruppo, organizzato con veri e propri turni di lavoro. Una reperibilità costante per un numero davvero impressionante di clienti (a volte, persino cento “ordinazioni” di stupefacente in un solo giorno), grazie a un numero di cellulare di servizio. E’ proprio grazie a quell’utenza telefonica – intestata a un ignaro cittadino, come da prassi in questo genere di “affari”- che i militari del comando provinciale leccese, guidati dal colonnello Giampaolo Zanchi, sono stati in grado di risalire e poi stanare, la rete tentacolare degli altri numeri telefonici.IMG_8341-3

 Il video degli arresti

Così come dicharato dal comandante del Reparto operativo, il colonnello Saverio Lombardi e dal collega a capo del Nucleo investigativo, il maggiore Paolo Nichilo, il sistema “a cascata” garantiva un efficiente sistema di distribuzione dello stupefacente nelle zone. Modesta la quantità di droga rinvenuta durante il blitz: poche decine di grammi tra cocaina ed eroina. Briciole” rispetto al notevole quantitativo immesso sul mercato locale nel corso degli ultimi mesi nei comuni coinvolti nell’operazione. Non sono state recuperate armi durante le perquisizioni eseguite all’alba, né somme di denaro ingente, fatta eccezione per i mille e 400 euro spuntati a casa di Raffaele Rapanà, uno degli indagati, peraltro considerato dagli investigatori una figura chiave all’interno dell’organizzazione. A disposizione del gruppo, inoltre, decine di auto, cambiate sistematicamente per passare inosservati. 

Ma non abbastanza da sfuggire agli occhi dei carabinieri costretti, durante il blitz, anche a fronteggiare non pochi “fuori programma”, compreso il tentativo di fuga da parte di Rapanà, da tempo tenuto sotto osservazione perché ritenuto uno dei più stretti collaboratori di Alessio Fortunato. Quest’ultimo, oltre alle più recenti questioni giudiziarie, fu coinvolto anche in un altro, grave fatto di cronaca, nella sua cittadina, risalente alla fine di  dicembre del 2015. I 32 indagati, tra i quali gli arrestati,  sono inoltre ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico, detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti e favoreggiamento personale nei confronti degli assuntori reticenti. Il gip presso il Tribunale di Lecce, Simona Panzera, ha accolto la richiesta avanzata dal pm titolare del fascicolo di indagine, Maria Rosaria Micucci, disponendo i provvedimenti eseguiti alle prime luci del giorno che hanno fatto spalancare le porte del carcere di Borgo San Nicola.

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