Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Colpi d’arma contro auto su cui viaggiano donna incinta e bimbi: 4 in manette per tentato omicidio

I carabinieri di Campi Salentina, Lecce e Brindisi hanno tratto in arresto quattro individui, accusati di tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco. I fatti sono accaduti a metà maggio del 2014, nei pressi di un bar di Squinzano: un uomo è stato picchiato, inseguito e raggiunto da proiettili: nell’auto viaggiava anche la sua compagna incinta e due bambini di 3 e 5 anni

SQUINZANO – La sorte, clemente, ha fatto in modo che i bambini dormissero: l’uno steso sul sedile posteriore, l’altra sul pancione della mamma, al quinto mese di gravidanza. Un proiettile calibro 9x21, quella sera di maggio del 2014, ha raggiunto l’Opel Astra sulla quale viaggiava la famiglia, colpendo la giovane donna in attesa tra spalla e petto. I quattro individui, ritenuti responsabili di tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco, sono stati arrestati questa mattina.

I carabinieri della compagnia di Campi Salentina, guidati dal maggiore Nicola Fasciano, assieme ai colleghi del reparto operativo del comando provinciale leccese, coordinati dal colonnello Saverio Lombardi, hanno infatti eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare. I provvedimenti, richiesti dal procuratore aggiunto Antonio De Donno e dal pm Maria Vallefuoco della Procura della Repubblica del capoluogo salentino, sono stati emessi dal gip Cinzia Vergine nei confronti di Paolo Guadadiello, 27enne di Squinzano; Alessio Fortunato, 32enne nato nella stessa cittadina; Danilo Ragione, 27enne nato a San Pietro Vernotico e Massimilano La Salvia, 26enne originario dello stesso comune di Ragione.

I primi due sono stati accompagnati presso il carcere di Borgo San Nicola, gli altri due arrestati ristretti nelle rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari.  Guadadiello, destinatario di intimidazioni nel 2013, è anche noto perchè coinvolto marginalmente anche nell'operazione "Cinemastore", relativa a un giro di estorsioni e traffici di droga coordinati dai fratelli Nisi e di Pasquale Briganti. Nomi noti anche tutti gli altri che, a detta degli investigatori, costituivano un pericoloso gruppo criminale dedito ad attività illecite nel nord Salento.

I fatti risalgono alla notte tra il 13 e il 14 maggio 2014. Intorno alle 22 della sera, A.R., un uomo originario di Manduria e residente in zona,  con alcuni precedenti per reati contro il patrimonio, è stato “convocato”  in un bar di Squinzano da Fortunato (le tracce di quelle conversazioni sono state rinvenute dai militari dell’Arma in un secondo momento). Raggiunta la caffetteria, A.R. si è ritrovato un vero e proprio tribunale composto da sei o sette individui che lo hanno accerchiato.

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 La colpa? Quella di aver commesso un furto in appartamento a Torchiarolo, ai danni di una persona molto vicina a Guadadiello. Da qui il nome dell'operazione "Il tragicatore", che nel linguaggio carcerario, è colui che diffonde notizia fasulle e la manipola a prorpio paicimento. Il malcapitato non ha ammesso quel colpo, e si è ritrovato in pochi istanti ricoperto da calci e pugni. Soltanto l’intervento della sua compagna, che attendeva nell’abitacolo in disparte, ha messo la parola fine al pestaggio. La ragazza, nonostante i suoi figli fossero nell’auto, e lei col pancione ormai piuttosto pronunciato, ha premuto il piede sull’acceleratore, puntando l’auto contro gli aggressori del suo convivente. Ne ha travolti due: tra questi anche un quinto indagato che non risulta tra i destinatari delle misure cautelari odierne, in quanto deceduto di recente in un incidente stradale.

Senza un filo di arrendevolezza, la ragazza è scesa dalla vettura impugnando una pistola, poi rivelatasi giocattolo, e ha inseguito il gruppo dei ragazzi: uno di loro ha trovato rifugio dietro al bancone del bar, Guadaiello, il vero “ricercato”, è riuscito a dileguarsi. La coppia è rincasata assieme ai due piccoli, d 3 e 5 anni, ma il gruppo di amici non si è arreso: è cominciata la caccia alla donna e al suo compagno.

I quattro arrestati, infatti, a bordo di due veicoli (Guadadiello e Fortunato su una Golf, gli altri due su una Citroen C3) hanno fatto per ore la spola sulla strada provinciale che collega Squinzano a Torchiarolo, dove la coppia risiedeva all’epoca. Certi che la famiglia sarebbe passata di lì, prima o poi, hanno percorso quella via su e giù fino a quando, alle due della notte del 14 maggio 2014, hanno tagliato la strada ad A.R. e alla sua convivente.

La coppia aveva recuperato le coperte e, visto l’accaduto di alcune ore prima, stava andando a dormire altrove. La C3 si è messa di traverso lungo la carreggiata, mentre Guadadiello avrebbe esploso almeno quattro colpi di pistola, crivellando la vettura che ospitava anche i bambini. La madre è stata raggiunta da un proiettile tra petto e spalla, mentre i malviventi sono fuggiti. Il compagno si è recato di corsa presso l’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi, dove la giovane donna incinta è stata sottoposta a un intervento chirurgico, che non ha fortunatamente provocato conseguenze alla nascita del piccolo, avvenuta nei mesi successivi.

 A quel punto, i carabinieri di Brindisi hanno interessato i colleghi di Campi Salentina, perché la versione fornita da A.R. presentava diverse lacune. Le indagini, supportate da testimonianze, filmati del circuito di videosorveglianza e persino intercettazioni ambientali effettuate nelle stanze dell’ospedale, hanno condotto gli inquirenti al gruppo dei quattro indagati. L’attività investigativa ha fatto emergere come gli aggressori, tutti nomi noti alle forze dell’odine, abbiano esploso i colpi di pistola nella piena consapevolezza  della presenza dei due bambini all’interno dell’autovettura in fuga, e delle particolari condizioni della donna.

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