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Un momento della conferenza

Un momento della conferenza

Shopping nei negozi della provincia, ma con gli assegni rubati. Cinque arresti

I carabinieri della stazione di Lecce principale hanno tratto in arresto cinque individui, alcuni dei quali noti alle forze dell'ordine, con l'accusa di concorso in truffa, furto aggravato e ricettazione. Le indagini sono partite nel mese di settembre del 2012, a seguito del furto di svariati carnet di assegni dallo studio di un amministratore di condominio

LECCE – Un suq, composto da beni di ogni tipo. Da una culla a baldacchino, alla batteria di pentole, passando per occhiali da sole e persino un misuratore di pressione. Non si tratta del noto bazar di Marrakech, ma della variegata refurtiva recuperata dai carabinieri della stazione principale, guidati dal luogotenente Giancarlo Mattia, nell’operazione ribattezzata “Shopping”, coordinata del sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Stefania Mininni.

L’attività investigativa, che ha preso il via nel mese di settembre del 2012, ha portato a cinque ordinanze di custodia cautelare, di cui quattro in carcere e una ai domiciliari, per i reati di concorso in truffa, furto aggravato e ricettazione. Si tratta di cinque leccesi: Barbara Calosso, 35enne; Alessandro Lo Deserto, 36enne con precedenti specifici; Miche Lo Deserto, 54enne; Luigi Massarente, 30enne e Loredana Rosa Paladino, 40enne ristretta al regime dei domiciliari, perché madre di una bambina di età inferiore ai 3 anni.

Tutto è cominciato dal furto avvenuto presso lo studio di un amministratore di condominio, Marco Cannone. Il 15 settembre di un anno e mezzo addietro, infatti, un malvivente, poi identificato nella persona di Alessandro Lo Deserto, si introdusse negli uffici del contabile e asportò una ventina di blocchetti degli assegni, ognuno dei quali contenente 10 titoli, per un totale di 200 assegni bancari in bianco.

Tramite una scala, il ladro si inerpicò al primo piano dello studio, nel rione Salesiani.  Una volta forzata la porta del balcone, riuscì a sottrarre il blocchetto di assegno dal cassetto di una delle scrivanie.

Dall’autunno, fino alla primavera dell’anno successivo (risale al mese di marzo l’ultimo colpo perpetrato), i cinque destinatari delle ordinanze di custodia cautelare si sono dati allo shopping pazzo per le boutique e gli istituti di benessere della provincia. Per passare inosservati e distrarre le vittime, erano soliti portare due piccoli compagni per gli acquisti: una bambina di appena un anno, e un altro di poco più anziano.

Una trentina le attività presso cui hanno pagato la merce servendosi degli assegni in bianco: oltre a quelli nel capoluogo salentino, anche Lizzanello, Copertino, Casarano, Maglie e Vernole e Nardò, per un valore totale di 23mila euro. Originale e variegata la merce, nella quale erano compresi persino prodotti di bellezza, o uno di quei fornetti utilizzati dalle estetiste per i trattamenti unghie.

Grazie alle perquisizioni eseguite dagli uomini dell’Arma, sono stati recuperati numerosi assegni e anche parte della merce acquistata, e quasi sempre ceduta a clienti ignari, e poi restituita ai proprietari. Determinanti durante le fasi investigative, le comparazioni fotografiche dei cinque fermati questa mattina, con le registrazioni contenute nei sistemi di sorveglianza all’interno e all’esterno dei negozi. Sempre più efficace, per stanare truffatori, anche il supporto di Facebook. Attraverso le immagini dei cinque profili virtuali sul social network, infatti, i carabinieri hanno potuto confermare la corrispondenza tra i fotogrammi e i volti degli arrestati.

Il 18 dicembre 2012, a ridosso di Natale,  inoltre, i titolari di due negozi, uno di pc ed uno di telefonia, si presentarono presso la caserma di Lecce per sporgere denuncia. Dai loro rispettivi negozi, infatti, era stata acquistata merce attraverso assegni poi risultati scoperti. Come se non bastasse, il giorno successivo episodio analogo. Un negoziante aveva subito il raggiro da una cliente, in compagnia di una bambina. Ma il viso di quella truffatrice era stato immortalato dall’impianto di sorveglianza. Si trattava di Barbara Calosso, riconosciuta in un secondo momento come autrice di altri colpi eseguiti con le stesse modalità. E sempre tramite gli assegni sottratti all’amministratore.

Il resto del gruppo è stato poi rintracciato grazie alla rete dei contatti web, che hanno portato all’identificazione dei quattro. Compreso Lo Deserto, già arrestato dai carabinieri perché evaso dai domiciliari dove era ristretto per altra causa. Durante il periodo dell’evasione, era solito mettere a segno le truffe che gli sono costate nuovi guai. Durante le perquisizioni eseguite nelle abitazioni e nelle autovetture degli arrestati, il personale dell’Arma ha anche rinvenuto tre carte di identità false, normalmente utilizzati durante le truffe seriali.

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