Lite tra due clienti del locale e spunta una lama: ma la coltellata raggiunge barista. Un arresto

L'episodio nella serata di ieri, all'interno di una caffetteria di Galatone. Una discussione è degenerata in minacce, e poi nell'aggressione. Ad avere la peggio, il barista, che ha riportato ferite giudicate guaribili in dieci giorni. I carabinieri hanno identificato il presunto responsabile: è un 38enne del luogo

Il centro di Galatone

GALATONE  - Forse uno sguardo di troppo alla moglie di uno dei presenti. Forse una provocazione di troppo. E dagli insulti, si è passati alle minacce, fino a quando è spuntato anche un coltello a serramanico. Ma tra i due litiganti, ci ha rimesso il terzo: il barista.

L’episodio nella tarda serata di ieri, all’interno della caffetteria “Mimy” di Galatone, al civico 15 di via Torrente. Due avventori hanno cominciato a litigare animatamente fino a quando, uno dei due, ha impugnato la lama per ferire, sembrerebbe, il conoscente, un 29enne del luogo, che due anni addietro restò ferito in un agguato. Ma non è dato sapere per quale motivo, il fendente ha raggiunto il barista, che non con la discussione, non c’entrava nulla e ha solo cercato di placare gli animi. Il ferito, con un'emmoragia dal basso ventre, è stato immediatamente soccorso dai sanitari del 118. potenza cosimo-2

Accompagnato presso l'ospedale di Galatina, gli sono state riscontrate alcune lesioni da arma da taglio, ed è stato giudicato guaribile in una decina di giorni. Sul luogo dell’accaduto, intanto, sono accorsi i carabinieri del Nucleo operativo  e radiomobile della compagnia di Gallipoli e i colelghi della stazione di Galatone, i quali hanno identificato il presunto autore, accompagnandolo in caserma. L'autore del gesto si era infatti dileguato a bordo dell'autovettura, dopo aver colpito la vittima. Ma è stato rintracciato.

Al termine delle formalità di rito, e su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Cosimo Potenza, un 38enne incensurato del luogo, è stato ristretto al regime degli arresti domiciliari con l'accusa di porto abusivo di coltello e lesioni personali aggravate. Al vaglio dei militari dell'Arma, le videocamere del circuito di videosorveglianza.

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