Conflitto a fuoco, preso terzo complice. Si era nascosto in casa di amici

Aveva trovato riparo nell'appartamento di alcuni conoscenti, a Veglie, uno dei quattro malviventi coinvolti nel rocambolesco inseguimento dopo una rapina a Lequile. Si tratta di un 45enne di San Cesario di Lecce, ora in carcere. E' caccia al quarto, e ultimo componente della banda

Gli investigatori sul luogo dell'inseguimento

LECCE – All’appello ne manca soltanto uno. Il terzo dei quattro componenti della banda che, lo scorso 6 febbraio, prese di mira un’agenzia assicurativa nel centro di Lequile, è finito in manette. I carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce, guidati dal capitano Biagio Marro, hanno catturato Antonio Ape, 45enne di San Cesario di Lecce, fermato su disposizione  del pm Carmen Ruggiero della Procura della Repubblica di Lecce. L’uomo è accusato, in concorso con altri, di rapina aggravata, duplice tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi e ricettazione.

Già dalla mattinata di ieri, il cerchio ha iniziato a chiudersi attorno alla figura di Ape. L’uomo, che sin dall’avvio delle indagini si era reso irreperibile, è stato rintracciato a Veglie, presso l’abitazione di suoi conoscenti.  In quell’appartamento, erano stati più volte notati i suoi famigliari. E il personale dell’Arma ha fatto scattare il bltiz. Nel corso della serata, infatti, con il placet del pm, l’indagato è stato sottoposto a interrogatorio, alla presenza degli avvocati Luigi e Roberto Rella. Nel corso della nottata, valutati i gravi indizi, raccolti a suo carico dai Carabinieri del Nucleo Investigativo ed in considerazione del conclamato pericolo di fuga, il pm ha emesso il decreto di fermo, eseguito dai carabinieri che hanno  accompagnato Antonio Ape nella carcere di Lecce.

In quella movimentata serata, ormai rimasta nelle cronache salentine, una pattuglia di militari della stazione di San Pietro in Lama, scoprì i malviventi nella flagranza del reato durante la rapina. Proprio mentre i quattro banditi, armati e con il volto coperto da passamontagna, erano montati velocemente a bordo di una Fiat Uno, si danno alla fuga. Scattato il rocambolesco inseguimento, i rapinatori esplosero, in pieno centro abitato, alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’autovettura dei militari: una Fiat Punto crivellata in più punti.

Imboccata la via di periferia, i carabinieri risposero al fuoco, colpendo le ruote posteriori della Uno, per mettere in difficoltà i fuggitivi. I quali, nonostante tutto, proseguirono con la loro folle corsa per circa sette chilometri, prima di fermarsi sulla San Donato -Copertino dove tre di loro continuarono ad esplodere colpi contro i carabinieri, coprendosi la fuga per le buie campagne circostanti. Mentre uno, un 32enne di San Cesario di Lecce, Alessandro Aprile,  ferito, venne arrestato.ape antonio-2

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Furono gli stessi carabinieri a chiedere l’intervento di un’ambulanza sul posto. Aprile, fu trasportato all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per essere sottoposto  a un intervento chirurgico durante il quale, da un arto, fu estratta un’ogiva che poi sarà sequestrata mentre l’uomo, piantonato in ospedale, pochi giorni dopo  è stato trasferito in carcere. Il secondo rapinatore, Vincenzo De Benedictis, residente a San Cesario di Lecce, fu catturato quella stessa sera, mentre si aggirava per le campagne. Anche grazie al supporto degli agenti della Squadra mobile di Lecce.

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