Cronaca

Cocaina in ovetti di plastica: su ognuno una lettera o un numero

Un 40enne leccese è finito ai domiciliari. La droga, trovata in una cassaforte a muro, era suddivisa in dosi da due a cinque grammi

Una foto della conferenza.

LECCE – Aumenta il consumo di cocaina in città. L’allarme è venuto dalla dirigente della squadra mobile di Lecce, Sabrina Manzone, durante la conferenza stampa per l’arresto di Massimo Calosso, 40enne leccese. 

Nella sua abitazione, in zona Casermette, i poliziotti della sezione antidroga hanno trovato 135 grammi di cocaina, per un valore di qualche migliaio di euro.

A colpire gli agenti sono state le lettere e i numeri impressi sugli ovetti di plastica - quelli che racchiudono le sorprese per i bimbi - contenenti la droga, già suddivisa di dosi, da 2 a 5 grammi: segni che probabilmente identificano i clienti. Ma c'è un altro particolare che ha destato interesse: il confezionamento non solo in bustine sigillate col nastro adesivo e dunque pronte per la cessione, ma anche in ovuli, secondo una prassi molto utilizzata per l’ingerimento e l’occultamento in parti intime al fine di eludere i controlli, per esempio quelli aeroportuali.

L’uomo, incensurato, è stato fermato ieri pomeriggio mentre era in auto lungo via vecchia Carmiano, dove da tempo era stata segnalata una intensa attività di spaccio. Alla vista degli agenti, pur risultando in regola, si è mostrato nervoso e questo, come spesso accade, ha portato alla perquisizione domiciliare. 

La cocaina era riposta in una cassetta metallica depositata in una cassaforte a muro ricoperta da un quadro, in camera da letto. Il 40enne, per il quale sono stati poi disposti gli arresti domiciliari, si è giustificato dicendo di averla trovata in un boschetto.

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