Venerdì, 19 Luglio 2024
Fuori dal plesso scolastico

Ai domiciliari ma può andare a scuola: 20enne trovato con hashish finisce in carcere

Durante un controllo dei carabinieri della stazione di Santa Rosa all’esterno di una scuola leccese il giovane, già noto alle cronache per episodi legati allo spaccio, è stato sorpreso con droga e arrestato

LECCE – Ai domiciliari con permesso di recarsi a scuola indossando un braccialetto elettronico: è stato sorpreso, durante un controllo fuori dal plesso scolastico, a Lecce, un 20enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, e arrestato dai carabinieri. Si tratta di Alessio Intrepido, volto già conosciuto per vari episodi alle cronache locali.

Nel corso di uno dei servizi di prevenzione, avvenuto venerdì scorso, contro lo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi delle scuole disposti dal comando provinciale di Lecce, i militari della stazione carabinieri di Santa Rosa hanno controllato il ragazzo, in possesso di un permesso per frequentare gli studi: il giovane è stato trovato con una dose di hashish e, nel corso di ulteriori e successivi accertamenti sul telefono, sono stati rinvenuti messaggi riconducibili a un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Pertanto, i carabinieri hanno provveduto ad informare le autorità che hanno chiesto e ottenuto una misura di aggravamento della posizione del giovane, a cui è stato notificato l’arresto e il trasferimento nel carcere leccese, su disposizione del pm di turno.

I precedenti

Come detto, il nome di Intrepido non è sconosciuto alle cronache, visto che era stato capace nella scorsa primavera di collezionare due arresti e un avviso di garanzia in appena una ventina di giorni. Durante un controllo, in particolare, il 19 maggio, il 20enne era stato trovato in possesso di oltre mezzo chilo di droga tra marijuana e hashish, con un bilancino di precisione e 950 euro in contanti.

Il 30 aprile, invece, il giovane era stato sorpreso dagli stessi carabinieri a cedere singole dosi insieme ad altri due presunti pusher in piazzetta Carducci, nei pressi del colonnato dell’ex Convitto Palmieri, luogo di ritrovo di tanti ragazzi leccesi. Con lui, quella notte, era stato arrestato anche un 18enne di Cavallino e denunciato a piede libero un minorenne.

Appena qualche giorno dopo, il 20enne era stato raggiunto da un avviso di chiusura delle indagini preliminari per una vicenda risalente all’estate scorsa, in cui un suo amico fu accoltellato da un coetaneo di Pisignano, durante una lite a Torre dell’Orso: in quel caso era accusato di aver preso le difese dell’amico, inviando messaggi minatori alla madre dell’accoltellatore.

Nei fatti precedenti e anche nell’ultimo arresto, il giovane è difeso dall'avvocato Raffaele Benfatto.

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