Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Il piatto è servito. Estorsione alla titolare, nei guai cameriere 46enne

Accusato di estorsione il dipendente di un ristorante. L'uomo, 46 anni, ha costretto la vittima a consegnare una somma di oltre 20mila euro. Ma la donna ha denunciato tutto ai carabinieri e lui è stato colto in flagranza

SERRANO (Carpignano Salentino) – Lo stipendio da cameriere presso un ristorante di Serrano, frazione di Carpignano Salentino, non gli bastava. E così ha pensato che avrebbe potuto guadagnare molto di più, fingendosi  il tramite di fantomatici estorsori baresi, i quali avrebbero chiesto il pizzo alla titolare del ristorante attraverso il loro portavoce, Corrado Cecilia, 46 anni, sposato, residente a Serrano.

In realtà, come poi hanno appurato i carabinieri della stazione di Martano, grazie alla denuncia della ristoratrice, l’uomo si era inventato tutto e per lui sono scattate le manette, in flagranza I fatti risalgono allo scorso 14 gennaio, quando la proprietaria dell’attività, una 39enne slovena residente a Serrano, denunciava ai militari di essere stata vittima dell’accaduto.

 Il dipendente avrebbe raccontato alla 39enne che  alcuni individui di Bari, avrebbero utilizzato lui come tramite per chiedere il pizzo. In caso di rifiuto,  avrebbero incendiato il locale e fatto del male ai suoi famigliari.CECILIA  CORRADO-4-2

La donna, di fronte a quella minaccia, ha ceduto, consegnando al cameriere, nel periodo compreso tra settembre 2012 e gennaio 2013, circa 6mila e 500 euro. L’aguzzino avrebbe inoltre richiesto per il mese di febbraio 2013  altri 15mila euro da versare come ultima rata del pizzo. Tutto denaro pagato per salvare il ristorante. L’ultima tranche, quella di 15mila euro, sarebbe stata pagata nella giornata di giovedì. Così i carabinieri  hanno predisposto un servizio di osservazione in prossimità dell’abitazione di Cecilia, luogo in cui sarebbe avvenuto lo scambio. 

L’uomo è stato arresto in flagranza dopo aver ritirato dalla vittima una busta contenete la somma contante di 2mila euro, acconto a fronte della richiesta di 15mila euro. Nel corso dell’immediata perquisizione da parte dei militari,  è stato inoltre sequestro un manoscritto predisposto dall’uomo e che la vittima avrebbe dovuto firmare, al fine di giustificare quale prestito la somma estorta. Sequestrato anche il suo telefonino.  La somma è stata restituita alla vittima mentre per l’uomo si sono aperte le porte del carcere di Lecce.

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