Furto di armi nella forestale, il 35enne evade domiciliari per aggiustare cernitrice

Nel pomeriggio di ieri, i carabinieri della stazione di Leverano hanno sorpreso in giro l’uomo, arrestato per il furto perpetrato ai danni del Corpo forestale di San Cataldo nel 2014. Non si tratta della prima occasione in cui il 35enne ha violato il provvedimento restrittivo

I carabinieri di Leverano

LEVERANO -  Si allontana da casa e viene colto dai carabinieri. Era agli arresti domiciliari da alcuni mesi ed è finito nei guai. Nel pomeriggio di ieri, infatti, i carabinieri della stazione di Leverano hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di evasione nei confronti di Antonio Boris Arcati, 35enne, residente nella "Città dei Fiori".

L’uomo è noto alle cronache locali per la vicenda del furto delle due pistole mitragliatrici PM12, trafugate da un comando del Corpo forestale dello Stato a San Cataldo, la marina di Lecce,  la notte tra il 13 e 14 luglio 2014.arcati-2-2-2

Già altre volte i militari della stazione locale lo avevano sorpreso a violare le prescrizioni impostegli dal regime degli arresti domiciliari. All’ora di pranzo di ieri una pattuglia lo ha sorpreso ancora una volta all'esterno. Il pm di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, Stefania Mininni, ha quindi disposto l’arresto per evasione e Arcati è finito in carcere. 

Nell'udienza di questa mattina è arrivata la condanna. Il giudice Fabrizio Malagnino gli ha inflitto otto mesi nel rito direttissimo in abbreviato. Arcari, difeso dall'avvocato Cosimo D'Agostino, in questo caso si era spostato dalla residenza di circa una settantina di metri, chiamato a riparare una cernitrice per le olive.

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Un gesto che però gli è costato caro. Il pm d'udienza aveva chiesto che restasse in carcere per quest'episodio specifico, ma il giudice ha ritenuto comunque di rilasciarlo, rigettando la custodia cautelare. In ogni caso, dovrà rientrare ai domiciliari per continuare a scontare la pena dovuta alla vicenda delle armi.  

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